Un boom immobiliare da 7 contratti al giorno nei mesi più «caldi»

In Puglia anche i trulli sono ormai diventati richiestissimi

Bepi Castellaneta

da Lecce

Il sogno britannico made in Puglia è diventato realtà da quando in questa fetta del Sud Italia si riversano carrellate di inglesi alla ricerca della residenza ideale per un soggiorno scandito dal relax e magari assicurato da lunghe distese di ulivi squadrate da una ragnatela di muretti a secco e intervallate da antiche torri di avvistamento. Masserie, palazzotti, trulli, minitrulli, «paiare» (trulli senza il caratteristico tetto a cono): è questo il catalogo delle proposte, sono queste le antiche dimore divenute il pezzo pregiato di un mercato immobiliare che non conosce sosta. Tanto che nel periodo estivo si viaggia su una media di duecento contratti al mese, perché il fascino della struttura di charme a poca distanza dal mare non conosce limiti di tempo e neanche di portafogli, visto che i clienti sono decisamente facoltosi e disposti a spendere parecchio per assicurarsi la propria oasi salentina.
Il piatto forte rimangono le masserie: le più ambite sono quelle del Seicento, complete di terreno coltivato a uliveto o frutteto. Il prezzo: anche un milione di euro, oltre ai soldi necessari per rimetterle a nuovo. Costano meno i palazzotti signorili: facciate in rigoroso stile barocco, ampi cortili e ariose terrazze per affacciarsi su un infinito sospeso tra cielo e mare. In questo caso le tariffe variano dai 200mila ai 400mila euro. Per una casa antica in pietra, invece, si scende a 120mila euro. Ma non è tutto, perché sul mercato immobiliare pugliese occupano un posto d'onore i trulli della valle d'Itria, tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco: si va da quelli per così dire, normali, con un costo tra i 60 e i 150mila euro, a quelli «composti», vale a dire una quindicina di coni incorniciati in un'unica facciata rigorosamente bianca. In questo caso il prezzo può lievitare fino a 350mila euro.
Insomma, da case di campagna a case di charme, che hanno traghettato in Puglia manager, professionisti e artisti, vip del mondo dello spettacolo, della moda e dell'industria. E in prima fila ci sono gli inglesi, che puntano decisamente a sud.
Proprio l'area compresa tra Otranto e Santa Maria di Leuca è una delle più richieste e ha destato l'attenzione di Bbc, Sunday Times e Financial Times. Anche perché al turista vengono offerti luoghi appartati, prodotti tipici, ma anche gite su barche di pescatori: insomma, una vacanza all inclusive ma nel segno del relax. «Il Salento è in grado di offrire sistemazioni particolari e la zona riscuote molto successo tra gli inglesi», conferma Stefania Mandurino, commissario dell'azienda di promozione turistica di Lecce. «Negli ultimi tempi - spiega - c'è stato un gran desiderio di tuffarsi nell'identità di questa terra: ecco perché sono molto richiesti bed and breakfast in campagna o nei centri storici, oppure strutture di altro genere che comunque fanno parte del territorio; recentemente anche un tabacchificio è stato trasformato in un albergo». Di certo un ruolo lo hanno avuto i voli diretti da Londra per Bari e Brindisi, che hanno alimentato la scoperta britannica della Puglia. «Questi collegamenti hanno portato un incremento notevole di presenze inglesi - conferma l’assessore regionale al Turismo Massimo Ostilio - . Fatte le dovute proporzioni, il nostro turno rurale sta entrando in concorrenza con quello toscano». Insomma, da Chiantishire a Salentoshire tutto sommato il passo è breve.