Boom di iscritti al tempo pieno

Duemila bimbi in più, mancano i docenti I sindacati: «Situazione insostenibile»

È braccio di ferro tra amministrazione scolastica e organizzazioni sindacali per le risorse da destinare alle scuole elementari di Milano e provincia. Già indetta un’assemblea cittadina a cui sono stati invitati i rappresentanti dei partiti per impegnarli a strappare al ministro Giuseppe Fioroni i posti che mancano. Se anche questo tentativo dovesse fallire si profila uno sciopero generale della scuola milanese.
La situazione è ormai definita dopo che la direzione scolastica regionale ha reso noto i dati ufficiali sugli iscritti per il prossimo anno scolastico: quasi duemila bambini in più iscritti nelle classi milanesi. Un incremento che conferma in particolare la crescente diffusione delle famiglie che chiedono il tempo pieno. Una domanda sempre più generalizzata: ormai questo servizio passa dal 91 per cento delle classi attuali al 94 per cento delle classi del prossimo anno. Più alunni, dunque, più tempo pieno. Ma per accogliere tutte le domande presentate dalle famiglie si è calcolato che ci vorrebbero oltre 500 insegnanti in più rispetto a quelli che il ministero della Pubblica istruzione ha concesso per gli organici del prossimo anno.
Una difficoltà che la scuola milanese subisce in realtà già da alcuni anni, tanto è vero che lo stesso ministero che ha tagliato posti in tutte le regioni, alla Lombardia almeno alle elementari ha assegnato dei posti in più, che tuttavia restano ampiamente insufficienti per soddisfare tutte le richieste presentate. Una grande delusione innanzitutto per le organizzazioni sindacali. «Questo governo – osserva Rita Frigerio, segretaria della Cisl scuola – si era impegnato a rilanciare il tempo pieno: all’atto pratico, però, non sta mantenendo le promesse. Non siamo disposti a subire questa situazione. Presto chiederemo conto ai rappresentanti dei partiti della maggioranza di sostenere la nostra causa. Se anche questo tentativo fallisse, siamo pronti anche allo sciopero».
Così alle elementari, ma le prospettive non sono certo migliori anche negli altri livelli di scuola su cui la trattativa tra sindacati e amministrazione scolastica deve ancora incominciare. Il quadro generale è comunque già delineato e i problemi sono già sul tappeto. La contestazione è dunque destinata ad allargarsi. Lo ha detto chiaro anche Alessandro Dutto, segretario regionale dello Snals: «Per il prossimo anno scolastico si prevede complessivamente una riduzione di 346 posti rispetto allo scorso anno, e questo nonostante l’ipotesi di un aumento di 16.319 alunni. Non possiamo condividere una politica di riduzione dei posti in organico a fronte di un aumento di alunni, in una Regione che è stata fortemente penalizzata negli ultimi anni scolastici».