Il boom del mattone inglese contro le super tasse

Tassa e ritassa, alla fine l’italiano scappa. Succede così che, chi può permetterselo, porta all’estero, legalmente, soldi, bagagli e domicilio fiscale. Accade nel vicino Canton Ticino, dove molti connazionali comprano casa ma anche a Londra. Un concetto valido anche per altri Paesi che minacciano alte tasse per i supericchi.
Tanto che ieri il premier inglese, Cameron, ha detto di essere pronto a «stendere il tappeto rosso» ai francesi che andranno in Gran Bretagna se il presidente francese Hollande metterà l’aliquota del 75% per redditi superiori al milione di euro. E se il ministro transalpino per gli Affari europei, Bernard Cazeneuve, ha risposto di essere sicuro del «patriottismo» degli imprenditori francesi, in patria monta già la polemica. Del resto gli inglesi, in fatto di tasse soprattutto sulla casa, sono molto permissivi. Ed è per questo che l’introduzione dell’Imu, che colpisce prime, ma in particolare seconde case in maniera davvero insostenibile, ha favorito gli investimenti in mattone inglese, che oltretutto non sono neppure proibitivi, grazie all’euro che resta forte nei confronti della sterlina. E proprio a Londra gli italiani hanno investito massicciamente in immobili di pregio, a partire dal gennaio scorso. Il risultato, non certo confortante, è che gli investitori del Belpaese hanno sorpassato ogni altra nazionalità nella classifica degli acquirenti più attivi. Russi compresi. Stando ai dati dell’agenzia immobiliare Knight Frank, pubblicati ieri dal Sunday Times, il 7,6% del totale dei rogiti nei quartieri alti della capitale britannica, ossia Chelsea, Knightsbridge e Mayfair, è stato effettuato da italiani. Un dato che nel 2011 sfiorava solo il 4%. Un aumento di quasi il 100%. «In questi mesi abbiamo avuto lunghe code di italiani che si sono rivolti a noi per trasferirsi a Londra», ha riferito al domenicale britannico Marco Pasi, proprietario della Global M&P Properties, agenzia specializzata in Kensignton&Chelsea. «È una scelta importante soprattutto per la vita dei loro figli: per la qualità dell’istruzione e la possibilità in futuro di trovare un lavoro. Comprare casa nella capitale britannica offre, poi, anche la possibilità di proteggere la ricchezza accumulata». Sullo sfondo lo spettro della crisi molto forte che l’Italia sta attraversando. Ed è per questo che Londra, per molti, è un’opzione possibile. Anche perché la Gran Bretagna è slegata dall’euro, ha una giustizia efficiente e leggi fiscali molto chiare. Gli esempi non mancano. Gary Hersham, direttore dell’agenzia Beauchamp Estates, ha di recente venduto un appartamento a una coppia di italiani per cinque milioni di sterline. L’esodo, secondo lui, è appena iniziato. E le contro misure adottate dal governo Monti, che ha pensato di applicare una tassa dello 0,76% anche per le case degli italiani all’estero, possono essere agevolmente superate. Basta intestare la casa a una società con sede in qualche isoletta della Manica, praticamente dei paradisi fiscal e il gioco è fatto.
Commenti

Franco-a-Trier

Mer, 20/06/2012 - 08:58

C'e' da vergognarsi a essere italiano.

Franco-a-Trier

Mer, 20/06/2012 - 08:58

C'e' da vergognarsi a essere italiano.