Boom di richieste nelle farmacie per gli anti virali

In Italia non c’è neppure un caso di contagio da influenza suina ma già le farmacie sono a corto di scorte di Tamiflu e di Relenza, i due medicinali che dovrebbero essere utilizzati per la cura di un eventuale contagio. Da Milano, a Palermo, da Roma a Napoli, si sente ripetere dai farmacisti la stessa cosa: «non ne abbiamo più in casa e i depositi ne sono sprovvisti». Intendiamoci, non è cominciata la vera e propria corsa, ma la gente entra timidamente nelle farmacie, chiede il prezzo dei farmaci (più di 36 euro a confezione) e qualcuno se li compra, a volte con regolare ricetta medica, a volte senza. Il mercato è mercato.
A nulla servono le parole dei medici che spiegano l’inutilità degli anti virali come strumento di prevenzione. Ieri è dovuto intervenire il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco che con un comunicato ha invitato i cittadini a non acquistare ed assumere i farmaci anti virali se non specificatamente prescritto da medici dei centri di riferimento. «Questi farmaci non sono efficaci in via preventiva, precisa Guido Rasi -. Utilizzarli quando non si è colpiti con certezza dall’infezione significa favorire la comparsa di virus resistenti ai farmaci e mettere, in questo caso sì a serio rischio, la salute propria, dei familiari e della collettività». Insomma, non bisogna lasciarsi prendere dall’emotività. A Milano nella farmacia Bramante, spiegano: «Erano due anni che avevamo in casa il Tamiflu. Adesso, con il boom della febbre suina, li abbiamo fatti fuori tutti e nei magazzini non si trovano le scorte», spiega il responsabile che racconta come ieri un signore che doveva partire per San Francisco fosse disperatamente alla caccia di un anti virale. Stessa storia a Roma dove nella farmacia Repubblica, vicino alla stazione Termini, hanno ricevuto parecchie richieste di gente che partiva. A Firenze, nella farmacia Loggia del Grano, clienti si sono presentati pure con la richiesta del medico. A Palermo, nella centrale farmacia Inglese, la gente lo richiede «perché in città ci sono tanti turisti e chissà da dove vengono».
A Napoli, invece, alla farmacia Centrale, ammettono di avere molte richieste «ma ancora non c’è tensione». Però le scorte degli anti virali sono esaurite. In nessun deposito di Bari, Roma e Napoli c’è n’è un pezzo.