Boom di riscossioni nel Lazio nel 2006 Entrate in crescita per 163 milioni

Il bilancio della lotta all’evasione nel Lazio nel 2006 certifica risultati soddisfacenti, tanto da far parlare di «un boom delle riscossioni» nella nostra regione. Il trend dei primi mesi del 2007 sembra poi confermare, con punte anche più alte, i risultati raggiunti lo scorso anno.
I dati sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate del Lazio che afferma come «gli accertamenti sulle imposte indirette, Irap e Iva effettuati nel 2006 sono stati ben 39.755, con un incremento significativo del 13 per cento rispetto al 2005». Un dato importante è quello degli atti di accertamento: l’Agenzia fa notare come «i contribuenti preferiscono sempre più chiudere le questioni con il fisco e pagare immediatamente il dovuto». Questo fenomeno ha fatto aumentare anche la riscossione derivata direttamente dagli accertamenti con adesione che, con una quota di 163 milioni di euro, ha registrato un incremento del 104 per cento. Numerosi quindi i controlli effettuati nel 2006 dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di finanza. Si parla di 932 controlli su soggetti con un volume di affari superiore a 5 milioni di euro, con una maggiore imposta constatata pari a 387 milioni di euro. Più di 4.300 controlli sono stati effettuati su società di capitali, con una maggiore imposta accertata di 1.337 milioni. Per ciò che riguarda i controlli sull’emissione di scontrini e ricevute fiscali si parla di 46 provvedimenti di chiusura di esercizi commerciali tra il 2006 e il 2007.
Numerose anche le operazioni di controllo legate alla specificità del territorio. Tra le iniziative ancora in corso «Licenze Taxi», che si occupa del recupero dell’evasione totale sulle cessioni di licenza non dichiarate. Questa ha accertato l’omessa dichiarazione della plusvalenza nelle dichiarazione dei redditi per circa 13 milioni di euro da parte di 800 soggetti. Altre operazioni sono incentrate sulla lotta all’evasione da parte delle società che usufruiscono del regime agevolato della «Partecipation Exemption» o delle società del campo immobiliare. Per ciò che riguarda le partite Iva a rischio frode si sono svolte indagini per appurare l’effettiva esistenza dell’attività dichiarata: sono 52 le partite cancellate d’ufficio. Infine sono state accertate residenze fittizie nei paradisi fiscali con verifiche dei residenti a Montecarlo, Malta e Londra.