È boom di ritiri: dietro ai banchi mancano all’appello in più di duemila

Migliaia di banchi vuoti negli istituti di Milano e provincia. Almeno a cominciare dalla seconda classe. Secondo i dati forniti ai sindacati della scuola dal dirigente dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale) Antonio Lupacchino mancano all’appello duemila studenti già nelle seconde classi, a cui se ne devono aggiungere altri 3.294 delle classi successive. «Gli studenti che abbandonano gli studi sono purtroppo ancora tanti - commenta il sindacalista Pippo Frisone -. Così a Milano, ma ancor peggio va nelle altre province della Lombardia. Ragazzi e ragazze che rinunciano a farsi una formazione e che vanno ad aggiungersi al già troppo nutrito esercito di giovani che affrontano la vita e il mondo del lavoro senza una qualifica professionale». Una piaga, insomma, che si evidenzia ogni anno e che non si riesce a sanare.
L’insuccesso scolastico in effetti continua a lasciare il segno. E comincia subito appena si mette piede nelle superiori. Non è un caso, ad esempio, che solo nelle prime classi il numero degli alunni a conti fatti quest’anno risulta incrementato di 1.100 unità. Motivo? «Credo che sia l’effetto degli esami di riparazione - continua il sindacalista -. Ci sono più bocciati tra le matricole delle superiori». Studenti per i quali la strada che conduce al diploma diventa subito in salita. L’abbandono scolastico non è però l’unica via d’uscita per questi studenti. Non è un caso che in queste settimane ci siano genitori che non si rassegnano all’insuccesso scolastico dei figli e si presentano presso centri privati in cerca di un’alternativa a un corso normale di studi. Centri che promettono a suon di rette di migliaia di euro all’anno delle scorciatoie per arrivare comunque a un diploma. Ma non a Milano, dove il fenomeno dei diplomifici da alcuni anni è sotto stretto controllo.