Boom del rock che viene dall’est

I primi a esibirsi stasera sono i «Fratelli di Soledad», domani c’è la Banda Osiris

Ancora musica alla Cascina Monluè. E stavolta tocca a East is West, una rassegna messa in piedi dall'Arci, in collaborazione con l'assessorato allo Sport del Comune, che affonda la sua «ragione sociale» nell'allargamento ad est dell'Unione Europea. Un evento che, a detta degli organizzatori, rappresenta «un'importante opportunità di scambio e confronto tra culture e modi di vivere diversi e lontani fra di loro». Niente da stupirsi, perciò, se la kermesse si traduce in una finestra aperta anche sul rock che viene dai Balcani, realtà di cui almeno dalle nostre parti si sa poco o nulla. Quest'anno, l'attenzione è concentrata sui Vuneny (traduzione: uomini di lana), trio di Mostar artefice di un espressionista electro-dub-rock strumentale. La formazione testimonia la vitalità e il fermento culturale della Bosnia-Erzegovina che, a dieci anni dalla guerra, deve per altro ancora lottare con una ricostruzione resa lentissima dalle pastoie di una burocrazia ramificatissima e dalla presenza di una mafia invadente, ma soprattutto con una volontà politica che impedisce, attraverso una propaganda nazionalista, di unire il popolo bosniaco e renderlo ufficialmente una comunità multietnica. I Vunevey suoneranno domenica; a precederli i turchi Baba Zula, abili a mischiare le musiche tradizionali per la danza del ventre con l'elettronica.
Ospiti eccellente della kermesse, al via stasera con lo ska-reggae dei Fratelli di Soledad, per proseguire domani con l'inossidabile Banda Osiris (quanto di meglio c'è in circolazione in tema di comicità applicata al teatro musicale), saranno i Klezmatics, il collettivo (vincitore di un Grammy Awards) attivo nel Lower East Side di New York già nel 1986 con il preciso intento di rispolverare e rivitalizzare il klezmer, la musica degli ebrei emigrati nell'Europa dell'Est e legata alle tradizioni originali delle comunità yiddish.
East is West
da oggi a domenica ore 21.30
Cascina Monluè, via Monluè 70
ingresso libero