Boom di traghetti: i pendolari lasciano il treno per il mare

Oltre 1400 passeggeri il secondo giorno per il servizio da Pegli al Porto Antico. Richieste da Prà

È boom. I nuovi traghetti da quattrocento posti che fanno collegamento otto volte al giorno da Molo Archetti, a Pegli, fino al Porto Antico, sono stati letteralmente presi d’assalto dai pendolari, felici di poter lasciare il treno, per un viaggio più breve (mezz’ora, compresi imbarco e sbarco) via mare. Lo conferma l’armatrice Lilli Lauro, che da anni studia il progetto e che con la nuova giunta Vincenzi ha potuto concretizzarlo in quattro e quattr’otto. «Giovedì scorso, il secondo giorno di sperimentazione del nuovo collegamento, sono stati 1416 i biglietti staccati - spiega -. E oggi (ieri ndr) a metà mattinata eravamo già a 500. La gente è entusiasta e stanno già arrivando richieste dagli studenti universitari per poter avere viaggi in orario comodo per assistere alle lezioni».
Insomma andare al lavoro via mare piace ai genovesi, che, magari, mentre stanno navigando possono guardare finalmente da lontano le code sull’autostrada, o l’Aurelia quasi sempre intasata. Inoltre non vi è un costo aggiuntivo a carico dell’utente dei traghetti. Infatti ci si può imbarcare con il prezzo di un biglietto Amt (con la quale esiste una convenzione) e poi scendere e prendere il bus per arrivare a destinazione, oppure la metropolitana. I tempi rapidi del collegamento consentono di accelerare il più possibile il viaggio, che non supera mai i trenta minuti scarsi. «Inoltre chi sale a bordo delle nostre navi per il periodo della sperimentazione che durerà fino al 30 ottobre ha il posto auto gratuito a Pegli, davanti al molo». Le richieste di collegamento arrivano anche da Prà, dove la circoscrizione ha chiesto agli armatori di poter allungare il percorso e raggiungere la delegazione più a ponente.
Chi invece è scettico e pensa che l’esperimento abbia successo soltanto perché non vi sono state in questi giorni mareggiate, avrà piacere di sapere che fino ad oggi le imbarcazioni procedono lungo la parte estermna della diga foranea, ma in caso di maltempo gli organizzatori del servizio si sono aggiudicati con la capitaneria di porto la possibilità di passare all’interno.