La bordata di Belén: «Ruby? Famosa per 5 minuti»

RomaSexy senza testa, stando alle vignette di Disegni, o bella e furba, che tra un miniabito e un pantaloncino striminzito, a venticinque anni compra casa a mammà, a Milano centro, perché ha capito come gira il sistema? Nelle more, Belén piglia tutto: spot, tivù, Sanremo, cinema. «Per me el suco del film è la mancanza di ognuno di noi. Quell’essere incompleti, che mi rende triste», accenna la showgirl (un po’ in italiano, un po’ in spagnolo), sul set della commedia Se sei così, ti dico sì, regia di Eugenio Cappuccio. Dopo il cinepanettone di De Laurentiis in Sudafrica, l’argentina che spunta da ogni dove volerà a Houston (o a Chicago: non è deciso) per ultimare le riprese d’una storia, prodotta dai fratelli Avati (budget: 2 milioni e mezzo di euro), con la collaborazione di Medusa (pronta a distribuirla a primavera 2011) e dell’Apulia Film Commission. A reggerle il gioco, Emilio Solfrizzi, qui cantante mezza tacca, riesumato da una trasmissione tivù per nostalgici, quindi da lei, vera celebrità, scambiato per una star, con conseguenti equivoci. Una spalla nuda, l’altra no, Belén, in sexy-tuta nera e tacchi a spillo, riassume nel look la propria scissa mentalità. Da una parte, è faccia tosta, che afferma di battere il ferro finchè è caldo, dall’altra condanna il tritacarne del quale è alfiera e testimonial, insieme al fidanzato Fabrizio Corona. «Non ho tempo di migliorarmi, perché giro 24 ore su 24. Ma è difficile reggere i primi piani, perché io strafaccio in continuazione. Però sono contenta del mio ruolo e, per concentrami, non leggo i giornali, né vado in Internet. Non devo ricordarmi chi sono», strologa lei, che nel film, girato con sofisticata tecnologia Canon D7 («si tratta di droni cinematici», butta lì Cappuccio: in sostanza, niente pellicola), diventa Talita Cortès, macchina da soldi mediatica, proprio come la Rodriguez.
«Il personaggio mi somiglia molto e m’è sembrato facile calarmi nella parte, non esagerata per la mia esperienza. Poi, il regista m’ha spiegato come affrontare il tutto, proibendomi di guardare le scene girate. “Potresti spaventarti e non recitare più”, m’ha detto. Intanto, m’ha choccato, cambiandomi fisicamente. Sarò mora, con i capelli molto corti», anticipa la modella. E siccome non si arriva all’onnipresenza, senza qualche consapevolezza, ecco che la ragazza ragiona. «Sono un’azienda, non un’attrice. Faccio mangiare me stessa e varie altre persone». Ma ha le idee chiare Belen sulle glorie lampo. Tanto che, interrogata sul caso Ruby risponde: «Tutti vogliono il successo facile, anche a costo di scendere a compromessi, lei si goda il suo che durerà cinque minuti...Il premier? Lo conosco dai tempi in cui ero la compagna di Marco Borriello, l’ex calciatore del Milan, e mi sta simpatico. Della ragazza posso solo dire che da qualche giorno non fa altro che passeggiare sotto l’ufficio di Fabrizio Corona, nella speranza che un incontro fugace con lui sia fotografato dal paparazzo di turno». Poi torna al film: «Nel personaggio del cantante, la mia Talita trova quel che a lei manca: il fallimento, la possibilità di sbracare. Al mio successo manca l’insuccesso», pazzìa Belèn...