Le bordate critiche del «terribile» professore di Tubinga

Hans Küng, nato a Sursee, in Svizzera, il 19 marzo 1928, è il teologo dissidente più controverso del pensiero cattolico contemporaneo. Professore emerito all’università di Tubinga, fu nominato da papa Giovanni XXIII consulente teologico del Concilio Vaticano II: era il più giovane perito conciliare insieme a Joseph Ratzinger. Impegnato negli anni ’60 e ’70 nel processo di rinnovamento liturgico e di apertura al mondo moderno della Chiesa cattolica, ha elaborato il suo pensiero in opere quali Essere Cristiani (Mondadori 1976), Dio Esiste? (1979), Vita Eterna? (1979). Suscitò polemiche con la sua critica al dogma dell’infallibilità del papa (che considera tutt’ora un’invenzione umana) e con la contestazione del culto di Maria, tanto caro a Giovanni Paolo II. Fu proprio Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, a contestare l’ortodossia della sua ricerca e a privarlo nel 1979 della missio canonica, cioè dell’autorizzazione all’insegnamento della teologia cattolica. Küng perse allora anche la docenza all’ateneo di Tubinga, ma continuò a insegnare all’istituto per la ricerca ecumenica della città tedesca. Dieci anni fa, nel ’96, suscitò nuove polemiche esponendo sul Corriere della Sera le Tesi sul futuro del Papato in cui, in polemica contro Giovanni Paolo II, sosteneva la necessità di una revisione delle strutture della chiesa, inadeguate al nostro tempo. Negli anni successivi, Küng si è dedicato allo studio comparato delle grandi religioni universali. Con il volume sull’Islam. Passato, presente e futuro (Rizzoli), chiude, dopo Ebraismo (1991) e Cristianesimo (1994), l’imponente trilogia sui monoteismi. Non meno «scandaloso», poco prima della morte di Giovanni Paolo II, il suo intervento, sempre sul quotidiano milanese, a proposito delle «Undici contraddizioni di Wojtyla» al quale Küng rimproverava di avere impedito le riforme, di avere rifiutato il dialogo intra-ecclesiastico e di continuare a tenere le donne lontane dal sacerdozio. Nel 1993 ha creato la fondazione «Weltethos» («Etica globale») impegnata a sviluppare e rinforzare la cooperazione fra le religioni mediante il riconoscimento dei valori comuni e a disegnare un codice di regole di comportamento universalmente accettabili. Nel 1996 ha lasciato l’insegnamento per raggiunti limiti di età.