Bordin: «C’è il nodo della verifica ma resisterà come ha fatto finora»

«Le elezioni anticipate non le vuole nessuno: non c’è la certezza della vittoria»

Direttore Massimo Bordin, quale sarà il destino del governo nel 2008?
«Non sono il mago di Tobruk, ma non è scontato che il governo cada. Prodi ci ha dimostrato di avere capacità di resistenza inusitate. Ci saranno alcuni passaggi parlamentari e il problema della verifica. Ma non credo che il governo cadrà sull’Alitalia: francamente mi sembra una polemica impostata su una presunta svendita di una cosa che c’è solo da ringraziare che qualcuno ce la prenda...».
Se Prodi cade si va alle urne o si forma un governo di larghe intese?
«Ammesso che cada, secondo me non si va ad elezioni anticipate. Non conviene a nessuno, neanche al centrodestra, che potrebbe non essere sicurissimo di una vittoria schiacciante come si aspetta, e per problemi di alleanze che non sono irrilevanti. Un periodo di decantazione serve a tutti».
Si andrà al referendum o i partiti riusciranno a fare la riforma elettorale?
«Mi pare difficile che Veltroni riesca a fare quello che non riuscì a D’Alema in una situazione di maggiore forza. Il passaggio più delicato nelle prossime settimane mi sembra proprio la sentenza di ammissibilità sul referendum elettorale della Consulta: lo scenario potrebbe cambiare se il referendum si dovesse fare o meno».
Il centrodestra riuscirà a trovare la pace?
«Molto dipenderà dal sistema elettorale con cui si andrà a votare. Se il referendum dovesse passare, le tentazioni di An, Udc e pezzi di Forza Italia di presentarsi fuori dal Partito del popolo ci potrebbero essere».
L’abbraccio Berlusconi-Veltroni è soltanto fantapolitica?
«Non è fantapolitica. Potrebbe convenire a tutti e due giocarsela da soli senza farsi condizionare dagli alleati».
Quale è il suo auspicio per il 2008?
«Più case meno chiese! Per quanto riguarda l’uomo politico del prossimo anno, mi piacerebbe che sia Pannella, e faremo di tutto perché sia così. Proprio come subordinata Francesco Rutelli: è stato il più silenzioso, se facesse qualcosa per recuperare protagonismo non sarebbe male».