Bordon si ritira e lancia Rutelli Intesa con i radicali più lontana

In aperta rivolta la base del Partito democratico nel Lazio: duecento dirigenti firmano una protesta contro il metodo non democratico per le liste

Nella corsa al Campidoglio Francesco Rutelli potrà contare anche sull’appoggio dell’Unione dei democratici per i consumatori di Willer Bordon. Al centro dell’accordo ci sarebbe un punto ben preciso: la tutela dei consumatori contro la continua crescita dei prezzi di beni e servizi. «Quello che annunciamo - spiega Rutelli durante una conferenza stampa - è frutto di un lavoro forte e costruttivo nell’interesse della nostra città». Dopo il sostegno alla sua candidatura incassato dalla Sinistra Arcobaleno e dall’Idv, l’ingresso nella coalizione del movimento di Bordon, per Rutelli contribuisce a fornire «un quadro della competizione elettorale più lineare. Bordon - aggiunge il candidato del Pd - è un valore aggiunto per la nostra comune coalizione». Fra i punti principali dell’accordo vi è quello della tutela dei consumatori che, come spiega l’ex senatore, «sarà intesa come priorità dell’amministrazione della città». Per questo fra i progetti portati sul tavolo della trattativa vi è l’istituzione di un garante chiamato «Mister Consumatori», sulla falsa riga del «Mister Prezzi» per il controllo a livello locale oltre alla revisione delle norme sulle attività commerciali. Bordon annuncia anche che le liste del suo movimento rimarranno in campo, specificando che nei prossimi giorni «si tratterà di vedere come le cose che abbiamo costruito intorno alla mia candidatura possano convergere intorno a quella di Rutelli, che comunque segnala una discontinuità a livello nazionale poiché è una candidatura di unità».
Se da una parte c’è qualcuno che si avvicina al candidato del Pd, contemporaneamente c’è qualcuno che invece si allontana sempre di più. Socialisti e radicali, stando agli ultimi rumors capitolini, potrebbero, infatti, correre da soli al Campidoglio, con i propri simboli e propri candidati. Se fino a due giorni fa l’accordo con Rutelli sembrava cosa fatta o quasi, ieri la situazione si è capovolta. Ad agitare le acque in casa radicale, i dissapori a livello nazionale tra Pd e il partito di Pannella, tanto che, fanno sapere alcuni esponenti, «abbiamo annullato un incontro con il presidente e il coordinatore romano del Pd, Mario Ciarla e Riccardo Milana». I radicali avrebbero chiesto a Rutelli una rappresentanza «che non ci è stata garantita», come ad esempio la presidenza del Municipi I, oppure VI o X, e fanno i nomi di chi «in questi due anni ha fatto qualcosa di importante per la città, da Mario Staderini (I Municipio) a Mina Welby (X) o Massimiliano Iervolino (VI)». Se dovesse saltare l’accordo a livello nazionale, cosa sempre più probabile, i radicali sono pronti a proporre il nome di Mina Welby o quello di Emma Bonino come candidati a sindaco. Situazione simile in casa socialista, con Franco Grillini che annuncia una decisione per venerdì mattina.
Insomma c’è un malumore generale che si riflette anche nella base del Pd romano. Tant’è che l’altro giorno, sulle scrivanie di Walter Veltroni, Nicola Zingaretti e Michele Meta, è arrivata una lettera per niente piacevole. Una raccolta di duecento firme «per contestare il metodo e il merito utilizzato dalla reggenza regionale del Pd del Lazio riguardo la composizione della lista per la Camera nella Circoscrizione Lazio 1». Tra i firmatari sindaci, amministratori regionali, provinciali e comunali, dirigenti costituenti nazionali, regionali e membri della direzione regionale e provinciale di Roma. «Riteniamo - si legge nel documento - che le scelte degli eleggibili siano in contraddizione con il regolamento per la selezione delle candidature e con i criteri di competenza, espressione del pluralismo e rinnovamento. Riteniamo che tali scelte non sono espressione di un confronto democratico, e condizionano tutto il partito della provincia di Roma a svolgere in modo non convinto una difficile e decisiva campagna elettorale».