Borea vuol restare al potere anche senza maggioranza

Federico Marchi

Sono scaduti ormai da mercoledì scorso i 15 giorni che il sindaco di Sanremo Claudio Borea si era dato per capire se esista ancora una sua maggioranza o rassegnare le dimissioni. Nulla di ufficiale è però ancora accaduto, fatti salvi i frenetici incontri con i gruppi politici ma anche con alcuni consiglieri singoli.
Il sindaco, che prima poteva contare su una stretta maggioranza di 16 a 14, si è trovato nell'ultimo consiglio a valori invertiti. L'unica cosa certa è che l'apertura alla minoranza, per cercare di rimanere in piedi, è fallita. Borea ha infatti ricevuto un secco no da tutte le forze di opposizione: «Non c'è assolutamente la disponibilità di aderire a un'iniziativa che non ha nessuna logica» ha categoricamente detto il coordinatore provinciale di Forza Italia Gabriele Saldo. Chiusura senza repliche anche da An, dal consigliere indipendente Loris Masselli e dalla nuova Dc. «Borea ha fallito sotto ogni aspetto - ha detto Massimo Saviozzi -, per la gestione del casinò, per un mancato piano industriale, per l'assenza di un piano regolatore essenziale per il futuro della città. Tragga le sue conclusioni e si dimetta». Ironico invece il capogruppo della Lega Nord, Marco Lupi: «Noi siamo disposti ad appoggiare in consiglio comunale Borea, a patto però che in giunta trovi spazio una persona di nostro gradimento come l'europarlamentare Mario Borghezio, che potrebbe occuparsi di sicurezza e immigrazione clandestina». Borea aveva infatti annunciato un rimpasto di giunta facendo così intendere la possibilità di affidare nuove poltrone ambite. «Mi è stato offerto di tutto ma non sono in vendita e ho rifiutato, è una questione di dignità» ha ammesso Giuseppe Riotto, uno degli ex angeli custodi del sindaco passato subito dopo le elezioni all'opposizione.
La verifica di maggioranza ha riguardato soprattutto il presidente del consiglio comunale Bruno Marra e il suo vice Paolo Leuzzi che, nell'ultima assise, avevano votato con l'opposizione dando il via alla crisi. «Mi aspetto un rimpasto di giunta e una diminuzione degli assessori da 10 a 8» è stata la condizione dettata da Leuzzi. Dura anche la posizione di Marra: «Il rimpasto è necessario e dovrà essere drastico» ha detto, facendo capire che gli assessori da cambiare dovranno essere numerosi. Se Borea riuscirà a recuperare almeno uno di questi consiglieri, Sanremo avrebbe un consiglio comunale esattamente spaccato in due, con 15 consiglieri di opposizione e altrettanti di maggioranza: il sindaco si salverebbe solo grazie al suo voto su ogni pratica. A Borea non rimarrebbe quindi che sperare nell’immunità della sua maggioranza da influenze invernali, vere o strumentali, per non andare sotto a ogni votazione. I giochi saranmno chiari lunedì sera, in consiglio comunale.