Borghezio: «Mi scuso con la Curia»

Il giorno dopo avere giurato da novello cavaliere difensore della cristianità anti-Islam, dentro alla chiesa della Commenda, l’europarlamentare leghista Mario Borghezio chiede scusa alla curia che ha deprecato il gesto.
«Non sapevo di essere entrato in un luogo di culto ancora consacrato» ha spiegato al Giornale.
Però, onorevole, lei è entrato.
«Dopo i comizio, disturbato da quattro pacifisti, volevamo appendere una bandiera genovese, non delle Lega, sulla facciata della Commenda. Ma una cancellata, tra immondizie e rifiuti vari, lo impediva. Ad un certo punto abbiamo visto un custode uscire da una porticina e abbiamo chiesto di entrare...»
In una chiesa..
«C’era tanta immondizia che non sembrava proprio. Comunque siamo entrati. Ma nessuno si è avvicinato all’altare o ha fatto discorsi politici. Abbiamo solo giurato fedeltà ai valori cristiani».
La Curia Arcivescovile di Genova non l’ha presa bene. In una nota ha espresso «disapprovazione».
«Chiedo scusa non accadrà più. Siamo rispettosi dei valori cristiani».
Sì, però quell’allusione alla pulizia etnica...
«Era una battuta, visto che con ramazza e cartoni abbiamo dovuto ripulire la piazza della Commenda. Guardi era davvero uno schifo. C’erano persino le tracce di un falò. Si rende conto. Davanti alla Commenda, che è stata la sede dei Cavalieri di Malta ora si accendono i fuochi. Solo per questo il sindaco di genova, Marta Vincenzi dovrebbe essere cacciata».
E il riferimento al «sasso del balilla» il ragazzo del popolo che nel Settecento ebbe il coraggio di sfidare a colpi di pietra le truppe austriache che occupavano Genova?
«Confermo. Quello è lo spirito della Lega».