BORGHI Abbigliamento

Renato Borghi, presidente di Federmoda Italia e vicepresidente Confcommercio, rappresenta la seconda categoria più penalizzata dalla crisi, dopo quella dei servizi per la mobilità. «I negozi di abbigliamento - spiega - stanno attraversando una fase fortemente negativa, con dodici mesi consecutivi di riduzione dei consumi. E a quantità, non a valori».
Ripercussioni sul saldo dell'anagrafe aziendale?
«Fortunatamente ancora no. Il saldo è sì negativo, anche se tuttavia la situazione non è al momento allarmante».
I saldi vi hanno dato una mano?
«Diciamo che ci hanno aiutato, in modo da poter ancora reggere per la primavera-estate. Ma è certo che se dovesse continuare così anche nella stagione autunno-inverno, per noi quella chiave, le cose comincerebbero a farsi preoccupanti».
Come categoria, avete richieste da fare?
«Una prima potrebbe essere l'introduzione del cosiddetto "scontrino parlante", ovvero detraibile, a sostegno delle famiglie, per quanto riguarda l'abbigliamento per bambini. E una seconda estendendo agli acquisti di tessuti per arredamento le stesse facilitazioni previste per i lavori di ristrutturazione delle abitazioni».
Più in generale?
«Risolvere una volta per tutte il problema del massimo scoperto. Aboliamolo. E per noi che siamo più esposti per tre mesi all'anno, si prevedano tre mesi di tempo per sforare. Infine, quello era stato detto: defiscalizzare le tredicesime per dare respiro al reddito delle famiglie».
GMatt