Borgio Verezzi rinuncia a Goldoni per Gaber

Innovazione, originalità e alto livello artistico: ecco le parole d'ordine della 41a edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi, in scena dal 6 luglio al 11 agosto e premiato alcuni giorni fa come miglior festival estivo 2006. Il cartellone 2007 (per informazioni tel. allo 019/610167 o consultare www.festivalverezzi.it), presentato ieri dall'assessore regionale alla cultura Fabio Morchio, punta su testi contemporanei e su classici «poco frequentati», tutti in prima nazionale. Grande assente Goldoni, di cui ricorrono i 300 anni dalla nascita: «Le produzioni più interessanti sono state accaparrate dalla Biennale di Venezia», commenta il direttore artistico Stefano Delfino, ricordando però le 20 messinscene goldoniane del festival. Aldo Fabrizi rivivrà nella rassegna cinematografica.
Ruolo di rilievo anche per la musica: così il 15 giugno debutterà, come anteprima al festival, «L'illogica allegria», spettacolo itinerante ispirato al Teatro-Canzone di Gaber e Luporini. «È un omaggio al Signor G. che animerà tutto il borgo» spiega Gian Piero Alloisio, amico e collaboratore di Gaber. «Venti "cantattori" professionisti e numerosi gruppi amatoriali, dislocati lungo 14 stazioni, interpreteranno canzoni del Maestro». Dal 6 al 8 luglio toccherà a «Vestire gli ignudi» di Pirandello con Vanessa Gravina: le dolorose, ambigue vicissitudini di Ersilia Drei, bisognose di essere velate di pietà, sono ferocemente dissezionate dagli altri personaggi. Tra loro uno scrittore: alter ego di Pirandello e del suo contorto rapporto personaggi/autore?
«Osso d'oca» di Giuseppe Manfridi (dal 13 al 15 luglio) ripercorre gli ultimi giorni di Giacomo Puccini (Pino Micol), ricoverato in una clinica di Bruxelles per l'intervento alla gola a cui non sopravviverà. Suo interlocutore è Nino Salvaneschi, fervente ammiratore del compositore. Il rapporto tra i due uomini svela un Puccini beffardo, che convince il compagno non vedente che sotto i panni dell'arcigna Suor Sonia si cela una maitresse; non manca però la malinconia, il ricordo delle sue creature artistiche, evocate in scena da un fonografo. «L'appartamento è occupato» di Jean-Marie Chevret (20-22 luglio), che nel 2000 valse all'autore il premio Molière, narra le tragicomiche disavventure di due immigranti, tunisino lui, lituana lei, che trovano asilo in un appartamento temporaneamente vuoto. Che succederà al ritorno delle proprietarie?
Dal 27 al 29 luglio andrà in scena «Il signore va a caccia» di Georges Feydeau: la passione per la caccia spinge un marito libertino non per boschi ma per case equivoche; Mario Scaccia, anche regista, si cimenta nel ruolo dell'ex contessa Latour, perno dell'azione. Il 31 luglio la voce narrante di Massimo Popolizio e la musica di Enrico Rava evocheranno in scena il mitico jazzista Charlie Parker ne «Il persecutore», dal racconto di Julio Cortazar. Dagli ultimi capitoli de «La recita di Bolzano» di Sandor Màrai è tratto l'adattamento scenico del romanzo, in un elegante pezzo di teatro nel teatro, dal 3 al 5 agosto. Il conte di Parma (Eros Pagni) «ingaggia» Giacomo Casanova, libertino impenitente che gli ha rubato l'amore della moglie (Laura Marinoni), perché, in un'ultima notte insieme, le riveli i propri inganni.
Per chiudere in bellezza, dal 9 al 11 agosto, un classico di Neil Simon, «Plaza Suite», un itinerario in tre episodi nella crisi del rapporto di coppia in altrettanti claustrofobici interni, con Corrado Tedeschi per i ruoli maschili.