Borgio Verezzi scava nei drammi esistenziali

Irene Liconte

Un debutto d'eccezione per la 40esima edizione del Festival di Borgio Verezzi, con la prima nazionale della «Medea» di Seneca, che sarà presentata al prossimo Festival dei Due Mari di Taormina e Tindari. In scena dal 12 al 14 luglio alle 21.15 e interpretata da Caterina Vertova, la tragedia della madre assassina dei propri figli per vendetta verso il marito Giasone, assume in Seneca tinte ancora più fosche del prototipo euripideo: l'atmosfera cupa del dispotico regno di Nerone si rispecchia nell'indugiare sui particolari raccapriccianti e nell'insistita rassegna di filtri, veleni e malefici. Giallo e musica si fondono il 16 luglio in «Tenco a tempo di tango» di Carlo Lucarelli: un commissario di polizia (Adolfo Margiotta), con sfumature d'inquietudine alla Maigret, indaga sui dieci giorni trascorsi da Tenco in Argentina nel '56, approdando in un locale in cui le canzoni dell'artista italiano sono accompagnate a ritmo di tango. Che l'oscuro male di vivere che condusse Tenco al suicidio abbia lasciato qualche indizio tra le note e i passi del conturbante ballo argentino?
Il male di vivere e l'impossibilità di lenirlo spezzando la solitudine permeano «Il custode» del Premio Nobel 2005 Harold Pinter (dal 19 al 21 luglio): nello spazio protettivo ma claustrofobico di una stanza riempita degli oggetti più disparati, si consuma il logorante conflitto tra due fratelli. Illusorio ed illuso portatore di un cambiamento in questa opprimente situazione è un vecchio vagabondo, Davis (Giacomo Rizzo), ospitato dal maggiore dei fratelli: assurto a «custode» di un'interiorità che non vuole o non sa svelarsi, Davis sarà risucchiato nell'alienante atmosfera della casa. Dal 24 al 26 luglio andrà in scena «Vuoti a rendere» di Maurizio Costanzo: due anziani coniugi, Federico (Paolo Ferrari) e Isabella (Valeria Valeri), si ritrovano sfrattati dal figlio nella casa di campagna, più «adatta alla loro età»; il trasloco, insieme metafora ed espulsione ufficiale dalla vita attiva, è lo spunto per un bilancio di vita. I sacrifici per allevare un figlio che li considera ormai un peso, le energie e le speranze riversate da Federico nel lavoro senza ottenerne riconoscimenti, il rammarico di Isabella per una romantica avventura a Parigi mai vissuta: tutti i rimpianti si stemperano nella condivisione coniugale dei problemi e dei ricordi.
Il tema della coppia torna nel classico molieriano «La scuola delle mogli», interpretato e diretto da Giuseppe Pambieri, dal 28 al 30 luglio. Arnolfo, il protagonista, ossessionato dall'onta delle corna, ha disposto di far allevare la piccola Agnese in un convento fino ai 18 anni: ora è matura per il matrimonio e non conosce le lusinghe del mondo. Arnolfo sembra quindi essere riuscito a forgiare una moglie rispondente ai propri ideali; ma proprio l'ingenuità e l'innocenza di Agnese intralceranno i piani di lui, sancendo l'affermazione del diritto alla propria identità ma anche l'ineluttabilità del ridicolo per chi tenta di manipolare e forzare il naturale svolgersi degli eventi. Il 4,5 e 6 agosto andrà in scena «Sul lago dorato» di Ernest Thompson, commedia sentimentale resa celeberrima dall'omonimo film con Henry Fonda e Katherine Hepburn. Un anziano professore in pensione ospita nella sua casa nel New England la figlia e il nipotino, con cui intreccia un rapporto dapprima difficile, poi sempre più improntato all'affetto e alla complicità. Il festival si chiude con «La resistibile ascesa di Gianluca Guidi» (9-11 agosto), commedia-musical in cui l'attore e cantante ripercorre la sua esperienza artistica con spirito disincantato e sornione nell'atmosfera avvolgente di Piazza S. Agostino, sede storica del festival, che quest'anno ospiterà tutti gli spettacoli.