Da Borgo Pio al Gianicolo per il posto-auto

Oltre ai disagi, la beffa. Per i residenti di Borgo Pio parcheggiare l’auto sotto casa è ormai come fare un terno al lotto. E fra poco potrebbe andare peggio. Il municipio XVII e la società privata che gestisce attualmente il parcheggio sotterraneo del Gianicolo, infatti, giorni fa hanno stipulato una convenzione.
L’intento, si legge nel protocollo, è di «lasciare fuori le auto da Borgo Pio». «Ma di fatto - denuncia Luca Aubert, capogruppo di Forza Italia - la convenzione costringerebbe i residenti di Borgo a parcheggiare là la propria auto, pagando ben 160 euro mensili. Una cifra addirittura superiore a quello che costa, in media, una autorimessa privata. Senza contare lo stress quotidiano di andare a prendere l’automobile a più di un chilometro di distanza dalla propria abitazione». Le multe che a Borgo fioccano sempre più numerose per sosta irregolare, aggiunge il consigliere azzurro, non lascerebbero però troppe alternative. Insomma, per i residenti si profila una vera e propria tassa sul parcheggio. Quasi 2mila euro all’anno, con passeggiata salutare ogni giorno per smaltire la rabbia.
Ma non basta. Nella convenzione, sottolinea Forza Italia, si precisa che «nel caso in cui durante l’arco della giornata, la capacità massima del parcheggio sia esaurita, né il XVII municipio né tanto meno l’utilizzatore (cioè il malcapitato automobilista, ndr) potranno eccepire alcunché» alla stessa società, la quale, inoltre, si «riserva comunque la facoltà di modificare detta tariffa nei successivi anni, secondo il proprio insindacabile giudizio».
Il documento porta la data del 23 gennaio, in calce la firma in bella evidenza del minisindaco Antonella De Giusti. «Le iniziative su Borgo Pio e via della Conciliazione - rimarca Aubert - dimostrano quanto poco questa maggioranza tenga in considerazione i problemi della viabilità e della mobilità dei cittadini. Forse Borgo serve alla giunta esclusivamente come vetrina da tenere sgombra dalle auto, ad uso e consumo dei turisti. Ho scritto una lettera ai residenti e ai commercianti invitandoli a non aderire a questa incongrua convenzione».