Boris Akunin, in Russia un suo giallo «pirata»

Raffinata operazione di pirateria letteraria nell’ex-Urss: in numerose librerie russe è stato messo in vendita un romanzo fasullo di Boris Akunin, uno degli autori in assoluto più amati e letti nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Sembra che sia stato composto e stampato in Ucraina, dove hanno già fatto lo stesso scherzo all’americano Dan Brown, ricco e celebre in tutto il mondo grazie al best-seller Il Codice Da Vinci, e di cui è stato fatto circolare il romanzo fasullo Il primo Merovingio. L’arrocco: così si intitola il romanzo lanciato in questi giorni come l’ultima ghiotta novità di Akunin. Racconta le avventure di una certa Tatiana, nipote del più famoso personaggio creato dalla vera penna dello scrittore (l’ispettore d’epoca zarista Erast Petrovic Fandorin) e portato di recente al cinema con due film di pregio (Il gambetto turco e Il consigliere di stato). Non sorprende che i pirati - molto intraprendenti nell’ex Urss quando si tratta di riprodurre cd musicali e film in dvd - abbiano preso di mira proprio Akunin: ogni suo romanzo vende infatti milioni di copie. In Italia sono stati editi da Frassinelli, oltre al Gambetto turco, anche La regina d’inverno, La morte di Achille, Assassinio sul Leviathan, Il fante di picche, Il decoratore e Pelagija e il bulldog. Il volume-pirata appena arrivato nelle librerie risulta pubblicato da un’inesistente casa editrice di San Pietroburgo (FenixCerpress), ad un indirizzo dove esiste invece un convitto studentesco. La casa editrice Zakharov, che ha l’esclusiva sui best-seller di Akunin (quelli autentici), dopo un’inchiesta è arrivata alla conclusione che L’arrocco sia stato confezionato da abili mani in Ucraina, Paese molto attivo sul fronte della pirateria audio e video. Boris Akunin, popolarissimo autore di gialli storici ambientati all’epoca degli zar (al secolo Grigori Tchkartishvili, un coltissimo intellettuale, saggista, traduttore, esperto di lingua e letteratura giapponese, il cui nom de plume fa volutamente il verso al cognome di uno degli apostoli dell’anarchismo ottocentesco russo, Bakunin) ha stigmatizzato questo «contributo ucraino al banditismo» che gli ha fatto perdere qualche giorno di lavoro creativo e si è detto «moralmente addolorato» da tutta la vicenda. Il suo timore principale: che i lettori lo possano considerare capace di scrivere «scemenze simili. Mi consola - ha sottolineato il padre dell'ispettore Fandorin - il pensiero che non sono la prima vittima di questo tipo di truffa e ce ne sono state già delle più illustri, visto che in Ucraina hanno dato alle stampe anche uno pseudo-libro di Dan Brown». Da sottolineare che lo «pseudo-Brown», pubblicato a Kiev, ha avuto un grandissimo successo.