Bornacin sale in Batmobile per tornare in Senato

Il pullman, il camper, la Smart. È una campagna elettorale per truppe «trasportate». In passato fu anche l’ora del treno, della nave, del tir, della bicicletta, giusto per dire che il suffragio non è limitato ai lettori di «Quattroruote». Ma c’è chi vuole sgommare un po’ prima, magari per dire ai liguri che lui ha una marcia in più, meccanicamente parlando s’intende, e così sfodera il Suv. Nero d’ordinanza. E rigorosamente tappezzato di adesivi e vetrofanie. Per tornare al suo seggio di Palazzo Madama.
Senatore Giorgio Bornacin, che fa? Mostra i muscoli?
«No, è che c’era già il camper, che rispetto tantissimo. Ma io l’avevo già usato in passato, nel 2001. E poi questo Suv è tutto mio».
Bella macchina, da senatore americano.
«Alt. È tutto mio nel senso che lo uso io, senza dover fare a turno con altri candidati, è un valore aggiunto rispetto al camper. Ma mica è mio».
Glielo ha prestato un amico?
«No, l’ho preso a noleggio».
Caruccio. Beve?
«Abbastanza, ma di chilometri ne faccio. Per una settimana ho guardato il contachilometri: 1.200. La Liguria avanti e indietro in continuazione. Anche per questo ho scelto di togliermi dalla competizione. Nel senso che per come intendo girare io, avrei dovuto stare sempre a disputarmi il camper con i colleghi».
Con tutti quegli adesivi elettorali... Lo sa la società di noleggio che uso ne avrebbe fatto?
«Certo».
Ma era proprio necessario questo bestione?
«Così mi porto dietro tutto. Ci metto dentro il materiale elettorale, il gazebo che montiamo dove arriviamo. E poi il mio staff».
Quanti siete?
«Con me girano sempre Maurizio Boccardo, Mauro Boffelli e Franco Calza. Sono preziosissimi».
Almeno sua moglie non è gelosa.
«Insomma, sono sempre in giro. Ha ragione, non riesco a stare un attimo in famiglia».
Le ha fatto giurare che il Suv lo tenete un paio di settimane in più, per le ferie?
«No, lei no. Mio figlio mi ha detto subito: “Che bella macchina che hanno regalato a papà, ci andiamo al mare?”. Ora dovrò spiegargli che tra qualche giorno la restituiremo».
È un turbodiesel 2.7. E non passa certo inosservata.
«La chiamo la Batmobile. Con quelle pinne sul retro sembra proprio la macchina di Batman. Sì, certamente se la ricorderanno gli elettori».
Neppure il tempo di finire l’intervista che il motore brontola e richiama all’ordine il senatore. C’è da correre a Spezia. Stamattina alle 10 c’è l’incontro con gli imprenditori portuali. Poi, via a Genova, che alle 18.30, alle Terrazze di Palazzo Ducale, Bornacin è protagonista assoluto, presenterà con l’introduzione di Massimiliano Lussana, il volumetto «Due anni al Senato contro Prodi per difendere l’Italia». Se racconterà tutto, il Suv potrà riposarsi qualche ora.