La Borsa dà un po’ di respiro ai titoli di Tronchetti

da Milano

Dopo il pesante scivolone di lunedì, la Borsa ha ieri concesso un po’ di tregua ai titoli della scuderia Tronchetti, mentre Telecom resta debole. Le dichiarazioni dell’ex presidente Marco Tronchetti Provera nella conferenza stampa dell’altro ieri hanno avuto una funzione tranquillizzante soprattutto per le società in cima alla catena di controllo. Ma gli operatori si mantengono molto prudenti.
La situazione del gruppo e degli azionisti, dicono in Borsa, è ancora tutta da chiarire, con l’inchiesta in corso e il problema dell’indebitamento lontano dalla soluzione. Problema che, nonostante le rassicurazioni di Tronchetti, viene evidentemente ancora tenuto sotto la lente dal mercato.
Il risultato è che, a parte le ricoperture all’origine del rimbalzo tecnico di ieri, non ci sono molti investitori pronti a puntare nuovamente sul gruppo telefonico. Per questo le Telecom ordinarie hanno recuperato a fine seduta lo 0,78% a 2,19 euro, con scambi sempre elevati (controvalore di 259 milioni), mentre le risparmio sono andate ancora meglio, chiudendo in recupero del 2 per cento. Ancora meglio Pirelli, salita del 2,4% a quota 0,67 euro. Mentre la holding Camfin ha messo a segno un rialzo dell’1,5 per cento a 1,44 euro. Forte il rimbalzo per Pirelli Re, braccio immobiliare del gruppo, che ha archiviato la seduta con un rialzo del 3,6% a quota 46,9 euro.
Pirelli ha vissuto la giornata anche sull’attesa della vendita delle partecipazioni finanziarie annunciate da Tronchetti, a cominciare dalle quote detenute in Capitalia (l’1,9% del capitale) e in Mediobanca (1,8 per cento). In tutto sono 400 milioni di partecipazioni. Le dismissioni coinvolgeranno i patti di sindacato di Capitalia e Mediobanca, di cui Pirelli è socia. Per Capitalia - da quanto si apprende - l’idea è di una consultazione per corrispondenza senza arrivare a convocare una riunione del patto.
Nel caso di Mediobanca, le regole dell’accordo parasociale impongono che la quota della Bicocca sia offerta ai soli soci «industriali». In caso di voto unanime da parte di tutti i componenti del patto, tuttavia, la partecipazione potrebbe anche essere distribuita a soci diversi o essere anche ceduta a terzi.