Borsa «generosa» nel 2006 dividendi per 30,5 miliardi

da Milano

Più dividendi per chi ha investito a Piazza Affari, e il grosso arriva dalle banche, la cui «generosità» è cresciuta lo scorso anno in modo significativo. Nel 2006 è stato infatti registrato il nuovo massimo storico per i dividendi distribuiti in Borsa, a quota 30,5 miliardi, quasi cinque volte rispetto al 1997. Secondo «Indici e dati» dell’Ufficio studi di Mediobanca le banche, con 11,8 miliardi, pesano sul monte complessivo per il 38% contro il 27% del 2000.
Le banche, nello studio pubblicato da Mediobanca fin dal 1947, appaiono protagoniste anche per capitalizzazione: da fine 1997 hanno guadagnato nove punti percentuali, per arrivare fino al 30% dell’intera capitalizzazione del listino, a scapito principalmente delle assicurazioni. Con Eni, Unicredit e Intesa Sanpaolo, oggi totalizzano assieme circa un terzo del valore della Borsa. Gli indici indicano la prevalenza degli istituti di credito anche in termini di performance con il 17,4% medio annuo dal 1996 al giugno 2007. I rendimenti annui più elevati dal 1984 sono di Intesa Sanpaolo (più 17%) e Unicredit (più 15,8%).
I due nuovi colossi nazionali del credito scalano anche le classifiche europee: a fine 2006, considerando le fusioni come già fatte, Intesa Sanpaolo è settima, mentre Unicredit con Capitalia è quarta dopo Hsbc, Ubs e Royal Bank of Scotland.
Per lo scorso esercizio i due terzi delle cedole sono arrivate da Intesa Sanpaolo (4,8 miliardi) che supera Eni, Enel, Telecom, Unicredit, Bpi, Generali. In generale i dividendi di competenza distribuiti complessivamente dalla Borsa tra il 2002 e il 2006 (120 miliardi) sono quasi il doppio di quelli pagati tra il 1997 e il 2001 (67). La Borsa ha quindi restituito al mercato nel 2006 la cifra storica di 31,3 miliardi, saldo tra i dividendi distribuiti (più 6,2 miliardi in Opa) e i 5,4 miliardi di aumenti di capitale e collocamenti.
Mentre, grazie al rialzo dei tassi, riprendono piede i rendimenti dei Cct; con uno sguardo di lungo periodo si può dire che da 11 anni a questa parte la Borsa ha sempre fatto guadagnare e negli ultimi 23 anni il rendimento complessivo delle maggiori azioni ha superato di 12,7 punti i titoli di Stato, che per ammontare trattato sul Mot (il mercato dei titoli di Stato) oggi vengono quasi raggiunti da quelli esteri.
Intanto la quota di comando (quella non flottante) è scesa al 42%, ai livelli più bassi dal 1996. E ora Borsa Italiana, 14esima al mondo per capitalizzazione (superata da Shanghai che ha quadruplicato il valore), con un saldo netto tra ingressi e uscite dal listino positivo per una sola società, terza in Europa per roe (26,2%), guarda al futuro dopo la fusione con Lse che, come rileva l’Ufficio studi, nel 2006 aveva il capitale netto negativo dopo la distribuzione di riserve ai soci.