La Borsa paga i debiti con il prestito arrivato da Londra

da Milano

Borsa italiana azzera i debiti verso le banche grazie alla linea di credito concessa dal London stock exchange. Secondo quanto appreso da Radiocor, la società ha utilizzato un finanziamento da 147,43 milioni concesso dalla City per estinguere i debiti, pari a 191,7 milioni al 31 dicembre 2007, nei confronti di Intesa Sanpaolo, Banca Imi e Mediobanca, e risalenti all’acquisizione di Monte titoli nel 2002 e del 49% di Mbe, la holding azionista di Mts, nel 2005. Nel primo trimestre 2008 Borsa spa ha registrato un utile di 13,4 milioni e distribuirà un dividendo di 16,227 milioni, su ricavi per 46,7 milioni (di cui 8,1 milioni da listing e 18,8 da trading) dai 162,1 dell’intero 2007. Proiettando i risultati trimestrali sull’intero 2008, si tratterebbe di un esercizio record, con una crescita dell’utile di oltre il 44%.
Il primo trimestre 2008 è di transizione in quanto dal primo ottobre Borsa spa verrà consolidata nel bilancio del Lse che chiude al 31 marzo. Nel trimestre l’incidenza del risultato netto (13,43 milioni) sui ricavi di Borsa spa è scesa al 29% dal 34% di fine 2007, a causa soprattutto dei maggiori oneri finanziari dovuti al finanziamento concesso dal Lse. Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, nei tre mesi le passività non correnti sono balzate a 153,2 milioni dalle 6,87 al 31 dicembre 2007 a causa del debito con Londra, iscritto come quota capitale nella trimestrale al 31 marzo 2008 tra i debiti infragruppo a lungo termine.
Per quanto riguarda i costi dell’integrazione con la Borsa britannica, operativa dal primo ottobre 2007, nel bilancio dello scorso anno Borsa italiana ha sostenuto costi eccezionali per retribuzioni una tantum riconosciute al management per oltre 12 milioni e costi per consulenze a 15,7 milioni. A novembre-dicembre 2007 è stato avviato un piano di incentivazione a lungo termine a favore dei manager basato su azioni della capogruppo Lse per un importo di 1,76 milioni. L’assegnazione delle azioni è vincolata al realizzarsi di determinate condizioni di performance da verificarsi al termine di un periodo di tre anni, a condizione che il rapporto lavorativo sia ancora in essere.