Alla Borsa piace la partita dell’energia

E il finanziere Zaleski attende il 2008 per giocare le sue carte su Foro Buonaparte

da Milano

Edison più 4,54%, Aem Milano più 2,2%, Asm Brescia più 0,95%: il triangolo lombardo dell’energia ieri si è esibito in una cavalcata in Borsa, spinto da una serie di concause che è raro si mettano insieme in una sola giornata. Foro Buonaparte ha beneficiato del report di Morgan Stanley che ha alzato il prezzo obiettivo da 2 a 2,3 euro, con valutazioni decisamente favorevoli a proposito di stoccaggi e settore gas in generale, mentre Euromobiliare ha alzato la raccomandazione a buy. E sempre ieri si tenevano i consigli di amministrazione di Aem e Asm per l’approvazione del piano industriale che dovrebbe portare alla fusione, forse entro la metà dell’anno prossimo.
Le due ex municipalizzate hanno emesso due comunicati, definiti da una fonte del settore «contestuali ma non concordati»: per Aem il progetto «darebbe vita al secondo gruppo nazionale per capacità elettrica installata, al terzo operatore nazionale per disponibilità di volumi di gas e al primo operatore nazionale nel settore dei servizi ambientali» che «potrebbe costituire un riferimento per l’aggregazione di altre utilities locali». Asm ha invece messo le mani avanti, affermando che «il piano industriale presentato, a prescindere da ulteriori approfondimenti sulla struttura finanziaria e societaria dell’operazione, è condizione necessaria ma certamente non sufficiente per la conclusione dell’eventuale progetto di integrazione». In ogni caso ci sono «significative aree di complementarietà» nel gas e nell’energia elettrica. Dove? Quanto valgono? I comunicati su questo sono ermetici: se ne parlerà solo se i sindaci di Milano e Brescia si metteranno d’accordo sulle altre questioni riguardanti la fusione.
I prossimi passi riguarderanno governance e concambi: su questo l’intesa tra i sindaci Moratti e Corsini dovrebbe essere raggiunta entro aprile, poi toccherà ai Consigli comunali, che hanno già promesso di volerci mettere il naso nella massima misura possibile. In teoria il sì finale dovrebbe arrivare entro maggio. Tra le matasse da sbrogliare c’è anche quella delle alleanze con gruppi esteri: Asm ha una quota in Endesa Italia, controllata dalla spagnola Endesa, oggi estremamente aggressiva sul mercato; Aem controlla Edison assieme ai francesi di Edf. Mettere insieme tutti potrebbe essere complicato, anche se non impossibile.
Tra l’altro, nei giorni scorsi su un quotidiano si è parlato del ruolo che il finanziere Romain Zaleski (che disporrà di circa il 10% di Edison con la conversione dei warrant e che ha poco meno del 4% di Asm) potrebbe avere nella fusione tra Brescia e Milano e, di riflesso, nella vicenda Edison. In effetti la partita di Zaleski ha tempi più lunghi della fusione Aem-Asm, ma forse prospettive più interessanti. Nel novembre 2008, infatti, scade il patto tra Aem ed Edf, ed è a quel punto che Zaleski potrebbe far valere la sua quota: Aem ed Edf, infatti, possono rinegoziare il patto nei sei mesi precedenti. Aem ha di fatto una quota inferiore a Edf, che ha una partecipazione fuori del patto che potrebbe far valere. E il finanziere, alleandosi con Asm-Aem, potrebbe riequilibrare la bilancia a favore degli italiani. Ma se si arrivasse a uno scontro duro, la posizione di Zaleski potrebbe cambiare: infatti i patti prevedono che si possa andare all’asta per il 100% di Edison. Un’Opa, insomma. Pecunia non olet: e i soldi li hanno i francesi.