La Borsa punta su una fusione tra Aem e Asm

da Milano

Le diplomazie non sono ancora al lavoro ma l'ipotesi di un'alleanza del Nord fra le multiutility energetiche sta dando fuoco ai titoli quotati a Piazza Affari. Il polo energetico fortemente voluto dal governo Prodi ha scatenato gli acquisti sui titoli delle aziende protagoniste di un progetto che per ora è solo sulla carta. I primi passi concreti non sono imminenti in quanto sia Aem che Asm, i due attori principali dell'ipotetico polo, fanno capo alle municipalità locali (comuni di Milano e di Brescia) e si presuppone un iter politico non breve. Ma i sindaci di Milano e Brescia sembrano intenzionati ad affrontare l'argomento entro settembre. Per intanto Aem e Asm torneranno a scambiarsi informazioni per arrivare a un'eventuale aggregazione dopo i falliti tentativi degli anni scorsi. Solo negli ultimi dodici mesi Aem Milano è diventata azionista di Edison e di Acsm Como, mentre Asm Brescia ha acquisito il controllo di Bas Bergamo. Intanto Piazza Affari viaggia ad una velocità diversa e premia già le aziende energetiche scontando l'ipotesi di alleanza. Le azioni Aem, che hanno iniziato la corsa al rialzo la scorsa settimana, hanno registrato il massimo dell'anno nella seduta di ieri raggiungendo un prezzo di riferimento di 2,047 euro (+1,3%), con volumi per circa 8,4 milioni di pezzi rispetto ai 6,6 milioni della giornata precedente. Anche la bresciana Asm, che fino alla primavera scorsa non sembrava voler accettare corteggiamenti da parte dell'azienda guidata da Giuliano Zuccoli, ha messo a segno un altro progresso portandosi a 3,17 euro (+0,6%), poco distante dal massimo dell'anno (3,23 euro). Al rialzo anche la comasca Acsm (+3%). E dietro a questi rialzi c’è anche la questione dei concambi in vista di un’eventuale fusione.