Borsa quotata Assonime frena

Sembra farsi più accidentato il cammino di Borsa italiana verso la quotazione a Piazza Affari. L’amministratore delegato di Borsa spa, Massimo Capuano, prima di quotare la società dovrà infatti fare i conti con i rilievi del Comitato di consultazione. Si tratta di un organismo previsto dallo statuto, una specie di organo di garanzia i cui membri sono, di fatto, i rappresentanti delle società quotate nel mercato azionario italiano. Tra questi, il più perplesso sarebbe il direttore generale di Assonime, Stefano Micossi, che ha posto l’esigenza di definire un ampio progetto che tenga conto degli interessi del mercato e degli azionisti. E proprio in relazione alla compagine societaria, Micossi, in caso di quotazione, auspicherebbe una rivisitazione dell’attuale assetto, prevedendo una riduzione drastica della partecipazione delle banche. Ciò per garantire più trasparenza e cancellare ogni ipotesi di conflitto di interessi, visto che gli istituti di credito, allo stesso tempo, emettono e piazzano titoli sul mercato. Ma non sarà facile fare fuori le banche, che oggi hanno in mano circa il 90% del capitale della Borsa. E quasi la metà se lo dividono in tre: Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e Unicredit.