La Borsa riscommette su Autostrade

La Bonino annuncia: entro l’8 settembre risposta all’Ue

da Milano

Pietro Ciucci, numero uno dell’Anas, considera chiuso il caso. Non è della stessa idea Piazza Affari, dove il dossier Autostrade è di nuovo caldo. Caldissimo, a giudicare dagli oltre 4,6 milioni di titoli passati di mano ieri, in poche ore. Così tanti da far lievitare il titolo del 3,39% a 22,86 euro. Merito dell’utile semestrale di 300 milioni previsto dagli analisti? Non solo. Una reazione di contrasto al recente fenomeno di ipervenduto, dice qualcuno. Ma anche questa ipotesi sottende l’arrivo di novità dal fronte della fusione, bloccata dal governo, con la spagnola Abertis.
A giudicare dall’andamento del titolo, le novità attese dalla Borsa sono rilevanti: o dal fronte politico, o da quello più strettamente finanziario. Attorno ad Autostrade, del resto, le congetture non mancano: smentita giovedì la voce secondo cui Banca Intesa sarebbe alla testa di una cordata di banche e partner industriali, ieri sul mercato è rimbalzata l’indiscrezione dell’interesse di un’altra squadra, questa volta capitanata dal gruppo Caltagirone.
Di sicuro, c’è una sola cosa: la risposta del governo a Bruxelles, che ha chiesto informazioni sul merger Autostrade-Abertis, arriverà entro venerdì prossimo. «Il governo risponderà entro il termine dell’8 settembre - ha annunciato ieri da Cernobbio il ministro per le Politiche europee, Emma Bonino - alla lettera di richiesta inoltrata dalla Commissione europea». È verosimile che le argomentazioni di Roma ricalcheranno quanto dichiarato ieri dal ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ai microfoni di Radio1: «Due società si possono fondere, come 2 persone si possono sposare. Ma non si può portare in dote quello che non si ha, in questo caso la concessione, che è del pubblico. Noi siamo intervenuti sulla concessione, non sul matrimonio o sulla fusione».
Il presidente di Autostrade, Gianmaria Gros-Pietro, continua intanto a difendere il progetto, dal quale nascerebbe «il primo operatore mondiale. L’Italia acquisirebbe capacità competitive enormi». Quanto alla possibilità di un appello all’Ue per dirimere il contrasto con il governo italiano, Gros-Pietro ha ricordato che «i vincoli che ci sono da noi non ci sono in nessun altro Paese».
Per l’Anas, al contrario, la partita è archiviata. «L’operazione - ha detto ieri Ciucci - si completa con la comunicazione che abbiamo dato, quindi con la valutazione negativa da parte di Anas. Noi siano fermi a quel punto».