La Borsa «riscopre» Bpi (+4,8%)

Sprint di Bpi (più 4,84% a 7,19 euro) in Piazza Affari.
Un recupero (più 6% il massimo di seduta) che gli analisti collegano allo scivolone subito dal titolo nelle scorse settimane a causa dei timori sui conti. Rispetto all’inizio di ottobre la perdita rimane superiore al 17% ma il mercato inizia ad apprezzare (quasi più 9% questa settimana) la pulizia di bilancio e la linea di cesura con il passato decisa dal direttore generale Divo Gronchi. Fiducia cui si sono aggiunte le ricostruzioni che accreditano il pressing di alcune popolari (da Bpm a Verona-Novara, da Bpu all’Emilia Romagna) per avviare un’integrazione con Lodi. Progetti accolti tuttavia con freddezza da Bpi che non sarebbe neppure intenzionata a presentare a breve una richiesta alla Procura per sbloccare le azioni Antonveneta già legate al contratto di compravendita con Abn Amro. Anche se le plusvalenze derivanti dalla vendita al gruppo olandese dovessero essere sequestrate, lo sblocco della quota farebbe infatti affluire 2 miliardi nelle casse di Banca Popolare Italiana che mantiene però un atteggiamento cauto, anche in attesa allo sviluppo delle inchieste della Procura di Milano sulle situazioni patrimoniali personali di alcuni indagati, come l’ex ad Gianpiero Fiorani. Sul tavolo di Gronchi resta poi il nodo della quota del 14,6% di Rcs data in pegno da Stefano Ricucci in cambio del finanziamento da 850 milioni. Al momento le trattative fra Gronchi e l’advisor Guido Roberto Vitale sono a uno stato iniziale. Un altro tassello della storia potrebbe essere quello riportato oggi dall’Espresso secondo cui Unipol Banca prestò a Eraldo Galetti, «piccolo costruttore brianzolo» amico di Fiorani 3 milioni che finirono nelle casse di Liberty srl, la società amministrata da Galetti che possiede la villa di Cap Martin.