Borsa: la rivincita europea sull’economia americana

Il Pil Usa sale del 3,6% contro l’1,3% Ue ma Milano (+9%) batte Wall Street (-2%)

Marcello Zacché

da Milano

L’economia Usa continua a tirare e secondo il Fmi crescerà nel 2005 del 3,6%, contro la debole dinamica di quella europea, prevista all’1,3%. Eppure la doppia velocità inverte la direzione se si guardano le Borse: a Wall Street, da inizio anno, l’indice industriale Dow Jones è calato del 2%, mentre lo S&P Mib di Milano ha chiuso venerdì con un rialzo del 9%. E ancora meglio hanno fatto altri mercati continentali quali Parigi (+17%), Francoforte (+16%), Madrid (+12%). La differenza di cambio tra dollaro ed euro, che svantaggia il biglietto verde, non cambia la sostanza di questo quadro. La discrepanza, nel bilancio di questi quasi 8 mesi dell’anno, balza all’occhio. Com’è possibile che gli investitori puntino di più sulle società di un’economia in crisi piuttosto che su quelle di una locomotiva?
Le risposte sono almeno due. La prima riguarda i tassi d’interesse: fermi al 2% in Eurolandia da 2 anni e 5 mesi, saliti nello stesso periodo dall’1 fino al 3,5% negli States. Questa dinamica ha attratto investimenti nel reddito fisso di oltreoceano, liberando invece liquidità a fiumi in Europa. Liquidità che si è riversata sui mercati finanziari. D’altra parte, secondo l’economista Franco Bruni, tassi d’interesse «troppo» bassi possono indurre ad abbassare la qualità degli investimenti effettuati, diluendo gli effetti benefici sulla crescita del Pil.
Ma in secondo luogo non va sottovalutata la capacità delle maggiori società europee di generare profitti anche in momenti di rallentamento economico. E questo vale anche in Italia: basta pensare agli utili record delle banche o a gruppi come Eni, Telecom, Mediaset: segno che i massicci processi di ristrutturazione gestionale (operati soprattutto nel credito) hanno dato i frutti sperati. Ma anche che le condizioni di mercato europee presentano un’apertura alla concorrenza minore che nel Nord America. Comunque, nonostante la migliore performance delle Borse Ue, le grandi società continentali restano ancora più a buon mercato di quelle Usa: quotano mediamente 15 volte i loro utili, contro le 19 volte di Wall Street.
Bisognerà ora vedere come la forbice Borsa-economia reagirà alle pressioni inflazionistiche indotte dal caro petrolio. Secondo alcuni un rialzo dei tassi Ue si avvicina sempre più e potrebbe innescare l’inversione di tendenza.