Borsa, stop della Consob al «furbetto» on-line

Per l’autorità manipolava i prezzi dei titoli «sottili»

da Milano

I pesci grossi sono difficili da prendere e così la Consob inizia da quelli piccoli. È di ieri la notizia che la Commissione ha beccato un tizio che, si presume, faceva il furbo in Borsa dal computer di casa, un cosiddetto trader on line. La delibera, del 7 luglio, ordina al signor Paolo Banchero, «di porre termine con effetto immediato» alla compravendita di azioni in Borsa. Non una vera e propria sanzione dunque, ma un invito a smettere. Con accertamento di eventuali altri illeciti in corso.
Il provvedimento è stato preso in base al Testo unico della finanza e alla Direttiva europea «Market Abuse», nella quale si specificano le più comuni operazioni di manipolazione illecita del mercato e i mezzi per individuarle e segnalarle. Il signor Banchero, ritiene la Consob, faceva salire, o scendere, i prezzi di azioni a bassa capitalizzazione, usando un insieme dei tre più comuni metodi di manipolazione, che in gergo vanno sotto il nome di Wash trade (operazioni fittizie), Improper matched orders (ordini abbinati in modo improprio) e Pump and dump (gonfiare e scaricare). Nella pratica sono tutti metodi che fanno riferimento a una tecnica che non è neppure molto raffinata. L’importante è avere una controparte con cui si è d’accordo nel condurre le operazioni. In pratica, individuato un titolo «sottile», con il prezzo soggetto ad ampie variazioni anche in seguito a ordini contenuti, il gioco sta nel riuscire a fare operazioni di acquisto e vendita al rialzo tra le due controparti (la differenza di prezzo viene in seguito restituita, con le sole commissioni d’intermediazione a gravare sull’operazione tra i due). Quando il prezzo è salito abbastanza è sufficiente riuscire a vendere a qualcun altro, attirato dal «trend» ascendente.
Banchero era già stato avvertito, il 3 luglio, con una lettera. Ma non aveva ritenuto opportuno cessare la lucrosa attività.