In Borsa il titolo fatica a fare prezzo e schizza a 0,5 euro

da Milano

Al momento non c’è nulla di ufficiale ma Piazza Affari scommette con decisione sulla possibilità di una contro-offerta italiana capace di fare uscire Alitalia dal vicolo proposto da Air France. Spinta dalle indiscrezioni, dopo alcune sospensioni al rialzo, al termine della giornata i titoli Alitalia hanno messo a segno un guadagno del 32,35% a 0,4578 euro. Ma l’interesse è stato dirompente fin dalle prime battute, al punto che il gruppo ha aperto le contrattazioni in ritardo, perché non riusciva a fare prezzo per eccesso di rialzo: il massimo di seduta è stato 0,5 euro (più 44,55%).
Estremamente sostenuti gli scambi: sono passati di mano 71,5 milioni di pezzi, pari al 5,1% del capitale, quando la media degli ultimi trenta giorni è di 12,4 milioni. Volumi talmente intensi da lasciare ipotizzare l’intervento di qualche mano forte sulla compagnia. Speculazioni tutte da verificare, mentre a testimonianza della crisi industriale in cui versa Alitalia resta il fatto che malgrado il colpo d’ala di ieri le quotazioni del gruppo guidato da Maurizio Prato rimangono molto distanti dai livelli di inizio 2007, quando il titolo viaggiava sopra quota 1 euro (1,13 euro il picco toccato a fine gennaio dello scorso anno).
Complice l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale da cui uscirà il nuovo governo del Paese, la sorte di Alitalia è tuttavia sempre più un caso politico con un continuo rincorrersi di voci, segnali e interpretazioni finito sotto la lente della Consob. Su Alitalia è giunta l’ora di «richiamare tutti alle proprie responsabilità», ha attaccato il presidente dell’Authority Lamberto Cardia. Perché «quando un politico manifesta desideri o finalità da raggiungere può innescare movimenti del titolo e rendere squilibrato il mercato», ha proseguito Cardia dalle pagine del Sole-24 ore. «Invece - continua - bisogna distinguere progetti e finalità da fatti concreti. La parità di informazioni deve esserci anche sugli intendimenti». Quindi «la politica deve parlare a Borsa chiusa, attraverso il ministro competente, spiegando con estrema chiarezza se si tratti di un progetto o di fatti concreti».