Borsalino, da 150 anni un’idea fissa in testa

Da Humphrey Bogart a Johnny Depp: un cappello che fa storia

Attraversa gli anni passando sopra le teste di tutto e di tutti. Senza di lui Casablanca non sarebbe stata la stessa cosa. Humphry Bogart non avrebbe avuto lo stesso sguardo mentre diceva «Suonala ancora, Sam». Senza di lui Calamity Jane non sarebbe stata la stessa leggendaria eroina del West. E Al Capone col suo sigaro non avrebbe avuto quella faccia che è rimasta nella storia. Altro che un cappello. Un mito. Indistruttibile, in tutti sensi. E non solo perché sono 150 anni che viaggia sulle teste di celebrità, potenti, buoni e cattivi. Ma perché semplicemente c’è chi conserva ancora quello dei nonni. Chi da anni se lo arrotola e lo mette intasca. E lui, il Borsalino, resta sempre lo stesso. Una passione alla quale in pochi hanno resistito. Nicole Kidman ha voluto il «Panama», Madonna il Borsalino di feltro, Johnny Depp ne ha una vera collezione, Caruso ha sempre voluto quello col rollé. C’è quello rosso di papa Giovanni XXIII e quello che ha fatto di Alain Delon un divo. Michael Jackson ci ha girato il video della canzone «Bad» poi lo ha messo all’asta a un prezzo da capogiro. E ora c’è anche quello che celebra i 150 anni della Borsalino. Cento dei quali passati in bella mostra nel Salotto buono di Milano, dove ieri è stato dato il via ai festeggiamenti per il compleanno. (...)