Borse, 217 miliardi in fumo  Il petrolio sfiora 100 dollari

Le piazze del Vecchio Continente perdono complessivamente il 2,6%. Il barile di greggio riprende la corsa verso quota cento e anche oggi segna un altro rialzo. L'euro resta intorno agli 1,48 dollari

Milano - Mercoledì nero in borsa. I listini europei hanno bruciato 217 miliardi di euro. Nella seduta odierna lo Stoxx 600, l’indice che sintetizza l’andamento dei mercati del Vecchio Continente, ha registrato una flessione pari a 2,6 punti percentuali. La correzione in corso sui mercati finanziari internazionali ha riportato le Borse Europee sui livelli di un anno fa. Lo Stoxx 600, indice di riferimento delle piazze Ue, in seguito alla flessione odierna (-2,6% a 349,78 punti) si è riportato sui livelli di fine novembre del 2006.

Petrolio a quota 100 Il petrolio tenta il grande salto a 100 dollari ma si ferma a un passo dalla meta. L’oro nero ha ripreso la sua corsa bruciando un nuovo record sui circuiti elettronici: lo Sweet Light Crude americano è salito fino a un picco di 99,29 dollari per barile, per poi ripiegare sotto i 99 dollari. Ieri a New York era arrivato a 98,03 dollari. I mercati sono pronti a scommettere che oggi sfonderà la soglia psicologica e gli occhi sono puntati sui dati sulle scorte Usa, che saranno diffusi nel pomeriggio e potrebbero accentuare i timori per i rifornimenti.

L'euro brucia un altro record A spingere la scalata dell’oro nero è soprattutto la debolezza del dollaro che continua a perdere terreno contro l’euro. La moneta unica ha toccato oggi un nuovo massimo storico a 1,4856 e vola verso quota 1,50 dollari. A indebolire ulteriormente la divisa a stelle e strisce l’allarme lanciato dalla Fed, che ieri ha rivisto le stime di crescita dell’economia Usa per il 2008 portandole all’interno di una forchetta compresa tra l’1,8% e il 2,5%, rispetto al range 2,5-2,75% previsto a giugno. Il caro greggio e il supereuro accentuano il nervosismo sulle piazze finanziarie, già sotto pressione per l’acuirsi della crisi dei mutui. E L’Ocse avverte: la crisi sarà più lunga del previsto con possibili perdite fino a 300 miliardi di dollari.

Giù le borse asiatiche I primi segnali di una giornata nera sono arrivati dall’Asia con Tokyo che ha chiuso ai minimi da 16 mesi (-2,45%)e Hong Kong che ha perso il 4,15%. Nuovo scivolone anche per i listini del Vecchio Continente che a metà mattina bruciavano già il 2%. Londra al momento cede l’1,26%, Francoforte perde l’1,66% e Parigi registra un -185%. Milano è in calo dell’1,82%,mentre Zurigo lascia sul terreno l’1,44%. Tra i più colpiti i titoli bancari: Fortis arretra del 4,4%, Societè Generale del 4,5%, Ubs cede il 4% e Barclays il 3,2%. Il colosso Northern Rock sta crollando (-18%) dopo l’annuncio di un’offerta sotto il livello di quotazione di Borsa di ieri. In calo anche i titoli minerari: Rio Tinto( -2,6%), Xstrata (-4,2%). Si prevede una partenza negativa anche per Wall Street.