Le Borse affondano: Tokyo -4,5%, male l'Ue

Affondano le borse europee, sulla
scia della bocciatura dei piani di Gm e Chrysler da parte
dell’amministrazione Obama. Molto male anche piazza Affari. I dati sulla produzione industriale del Giappone (-9,4%) affondano la Borsa di Tokyo che cede il 4,53%

Milano - La settimana per Piazza Affari e le Borse europee si apre all’insegna delle forti vendite dopo la bocciatura dell’amministrazione Obama dei piani presentati da General Motors e Chrysler, che alimenta lo spettro di bancarotta per i due colossi. Oltre ai titoli auto, sono sotto pressione le banche, su cui pesano le indicazioni del segretario al Tesoro Usa Geithner sulla necessità di maggiori aiuti statali per alcune banche. Alle ore 12 a Milano il Mibtel perde il 3,1%, l’S&P/Mib il 3,7%, a Francoforte il Dax il 3,5%, a Parigi il Cac40 il 2,9%.

Il ribasso di piazza Affari Netto ribasso in Borsa in avvio di settimana. I recuperi messi a segno nelle scorse sedute hanno lasciato il posto alle prese di beneficio, prevalenti soprattutto sui titoli maggiormente favoriti nel periodo del rimbalzo, quindi in particolare i bancari. Il loro elevato peso specifico sul paniere utile a calcolare l’andamento degli indici causa un forte ribasso generale. Alle 12,30 il Mibtel perde infatti il 3,2% mentre è ancora più marcata la flessione dell’S&P/Mib, che sfiora il 4%. Forti vendite anche sui titoli Fiat, che risentono direttamente delle notizie sulla crisi del settore auto in Usa: la quotazione del Lingotto è in calo del 6,59%. Fra i bancari, scendono soprattutto i principali Intesa Sanpaolo (-6,65%), Unicredit (-6,94%), ma anche Monte Paschi (-6,39%) e il Banco Popolare (-5,57%). In calo anche altri industriali come Pirelli (-6,02%), e, in maniera più contenuta, gli energetici (ma Snam Rete Gas è in controtendenza a +0,25%) e gli assicurativi. 

Euribor al minimo storico Sempre in ribasso l’Euribor a tre mesi, il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti di depositi trimestrali. Oggi il tasso è calato all’1,52% dall’1,53% di venerdì scorso, aggiornando il minimo storico. Giù all’1,01% anche l’Euribor a una settimana, mentre quello a un mese resta invariato all’1,15%. I dati sono rilevati dall’European Banking Federation.

Torna il pessimismo in Asia Dopo sei giorni di guadagni, torna il pessimismo nei mercati asiatici che pagano i timori di una recessione sempre più seria. Una preoccupazione legata alle ultime dichiarazioni del segretario americano al Tesoro, Timothy Geithner, sulla necessità di ulteriori aiuti alle banche, e che a Tokyo è aggravata dai dati negativi sulla produzione industriale e dalle cattive notizie che arrivano dal settore immobiliare. La Borsa giapponese ha chiuso con un vero e proprio tonfo la seduta odierna. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso 390,89 punti, pari al 4,53 per cento, scendendo a 8.236,08 punti. Anche la Borsa di Hong Kong ha chiuso in forte ribasso la seduta del mattino.

Male la produzione industriale giapponese "I principi fondamentali dell’economia globale restano ancora molto fragili ed è difficile fare delle previsioni rosee", ha commentato Hisakazu Amano, di T&D Asset Management Co., con sede a Tokyo, citato dal sito di Bloomberg. La produzione industriale del Giappone ha subito a febbraio una nuova, fortissima, diminuzione pari al 9,4 per cento rispetto al mese precedente. Il dato è stato annunciato oggi dal ministero dell’economia, del commercio e dell’industria di Tokyo. Comparata a febbraio 2008, la produzione di beni manufatturieri è precipitata del 38,4 per cento. Il dato mensile di febbraio è in linea con le previsioni degli imprenditori, oltre che con quelle degli economisti, una ventina dei quali in un sondaggio Nikkei avevano previsto una caduta del 9 per cento. Secondo il ministero dell’economia, il calo di febbraio proviene, come nei mesi precedenti, da un forte rallentamento della produzione di auto e di semiconduttori, in un momento in cui le vendite di questi prodotti all’estero sono in stallo a causa della crisi mondiale.