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nostro inviato a Porto Cervo

Tre le nuove tendenze per il lusso. Coniugare prodotti e tecnologia, iniziare a pensare al «lusso etico» e infine mantenere e rigenerare le competenze artigianali. Sono alcuni dei risultati di una completa ricerca condotta da Cervellini & partners e presentata ieri in Costa Smeralda in occasione della quinta edizione della DeLuxe.
Padrone di casa Tom Barrack che dal giugno del 2003 con la sua Colony Capital gestisce le ex proprietà alberghiere dell'Aga Khan. Durante la presentazione dell'osservatorio sul lusso, Francesco Trapani, ad del gruppo Bulgari, ha notato: «La nostra azienda è presente in vari settori del lusso. Negli ultimi anni abbiamo assistito a uno switch nelle vendite tra i Paesi occidentali e quelli dell'Asia e del Medio Oriente. La domanda cinese cresce a ritmi incredibili. Russia e Medio Oriente vanno bene, anche per i recenti rialzi del prezzo del petrolio. C'è una crescente difficoltà - dice Trapani - in Europa. Anche se non omogenea: ad esempio la Germania sta dando segnali importanti di ripresa».
In effetti il mercato del lusso, sia personale sia domestico, è cresciuto dai 145 miliardi di euro del 2005 ai 180 miliardi del 2007. E si prevede, secondo una ricerca dell'International Herald Tribune, che tra due anni supererà i 200 miliardi di giro d'affari. Il made in Italy ha giocato bene la sua parte: con una crescita delle esportazioni e dunque di fatturato e utili. Secondo la ricerca presentata da DeLuxe i clienti dei nostri prodotti «sono giovani, intraprendenti, attenti alla carriera. Nel mirino anche le donne tra i 30 e i 40 anni, capaci di una spesa oculata».
Il nostro lusso, ha detto il numero uno di Agusta Westland, Giuseppe Orsi, «deve essere inteso come qualcosa di diverso rispetto a quello che si è sempre pensato. Alle spalle del lusso, di un prodotto dice il leader dell'elicotteristica mondiale - c'è tutto un mondo e una tecnologia sofisticata che lo fa emergere».