Borse: Asia in ripresa, Europa debole

Tregua dopo le tempeste dei giorni scorsi innescate dai dati trimestrali della grandi banche americane. In Europa borse deboli: timori inflazione. Wall Street parte positiva. La <a href="/a.pic1?ID=250782" target="_blank"><strong>Bce dà una mano</strong></a> all'Europa. <a href="/video.pic1?ID=pictet_borsa" target="_blank"><strong>L'analisi della situazione e gli scenari: guarda il video</strong></a>

Milano - Tregua per le borse dopo le tempeste dei giorni scorsi sugli importanti mercati borsistici asiatici. C'è stata infatti una in generale ripresa oggi, grazie alla "sospensione" sulle notizie negative provenienti dagli Stati Uniti perché le grandi banche d’affari americane hanno terminato di riferire i risultati finanziari dell’ultimo trimestre: un vero e proprio "bollettino di guerra" che ha innescato sui mercati finanziari globali un "toboga" da brivido". E' una boccata d’ossigeno per gli investitori della regione, quanto meno temporanea, secondo gli analisti che ipotizzano una fase di ripresa dopo che nelle ultime settimane le piazze finanziarie hanno patito forti pressioni ribassiste. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo delll’1,71% a 12.820,47 punti, il livello più elevato dallo scorso 12 marzo, quando appunto iniziarono a confluire i dati sulle performance del bancario Usa. Inoltre la piazza nipponica riceve una rinnovata spinta agli acquisti mentre si avvicina la fine dell’anno fiscale, questo mese, e i grandi investitori istituzionali, come i fondi pensione, tornano a posizionarsi sul mercato. In forte crescita anche la cinese Shanghai, che mette a segno un rimbalzo positivo del 4,9% dopo la caduta di ieri, causata da timori di sovra offerta di azionario per le numerose Ipo appena effettuate o in arrivo. Ora si moltiplicano rumors di un imminente intervento delle autorità, tra cui la possibile creazione di un indice sui contratti futures per l’azionario cinese, che gli investitori aspettano da tempo. In ripresa anche la più piccola Shenzhen con un +3,1%. Performance nettamente positiva anche per Hong Kong, dove l’indice Hang Seng ha chiuso in rialzo del 2,74%, a 23.285,95 punti. La sudcoreana Seoul ha chiuso al +1,53%, Taiwan con un +0,20%, Jakarta +0,54%, mentre negli scambi pomeridiani la piazza dell’India, Bombay, si attesta in rialzo dello 0,38%.

Borse europee deboli: timori inflazione Le borse europee chiudono deboli sui timori per le crescenti pressioni inflazionistiche nella zona euro che raffreddano le attese di un eventuale taglio dei tassi. L’indice Ftse 100 a Londra perde lo 0,43% a 5.692,90 punti, il Dax 30 di Francoforte cede lo 0,38% a quota 6.552,75 punti e il Cac 40 di Parigi arretra dello 0,50% a quota 4.695,92. Tiene il Mibtel che a Piazza Affari archivia la seduta con un +0,06% a 24.208 punti mentre lo Smi di Zurigo segna un -0,35% a quota 7.239,35.

Wall Street partenza positiva I dati macro Usa confortano i listini, con Wall Street che segna un avvio positivo. L’indice DJ apre a 12.327,12 punti (+0,20%). Il Nasdaq parte a 2.291,56 punti (+0,47%). Lo S&P con 1.328 punti (+0,17%).
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