Borse boom: recuperati 480 miliardi Governo-Bankitalia: garanzie a banche

<a href="/a.pic1?ID=297834" target="_blank"><strong>Il governo vara il piano anti-crisi</strong></a>. Le Borse europee rialzano la testa: cancellato il venerdì nero, saldo positivo di 80 miliardi di euro. Milano: più 11%. Wall Street recupera. <strong><a href="/a.pic1?ID=297808">Arriva la garanzia pubblica sui prestiti bancari</a></strong>: gli istituti potranno essere nazionalizzati e lo Stato garantirà fino al 2009. Parigi e Londra stanziano 300 miliardi a testa, Berlino 400, Madrid 100. E la Bce prepara l'immissione di liquidità illimitata in dollari. I mutui scendono

Milano - Il piano anti crisi varato dall’Unione Europa riaccende la fiducia degli investitori sui listini del Vecchio Continente, reduci dalla settimana più nera della storia dei mercati finanziari. E le Borse europee, in scia alla chiusura in forte recupero dei mercati asiatici con Hong Kong (+10%) e Sidney (+5%) - mentre Tokyo era chiusa per festività - chiudono una delle giornate più positive. Le piazze finanziarie europee hanno recuperato oggi 481,58 miliardi di euro di capitalizzazione, con un saldo netto positivo di oltre 80 miliardi rispetto a quanto mandato in fumo venerdì scorso. A contribuire nella buona intonazione è anche la previsione che Wall Street rialzi la testa dopo le forti turbolenze dei giorni scorsi (i futures positivi). "Questi rialzi - spiega il componente del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi - è la prova che gli investitori ritengono credibile il piano concordato dai governi per fronteggiare la crisi finanziaria".

Rialzi estesi nel Vecchio Continente Le Borse europee volano. Parigi ha chiuso in rialzo dell’11,18%, mettendo a segno il maggior progresso degli utili 20 anni in una sola seduta. Corre anche Francoforte, con il Dax che guadagna il 11,34% dopo che il governo tedesco ha approvato il pacchetto di salvataggio delle banche da 500 miliardi di euro messo a punto dai vertici europei. In rally anche il Ftse100 di Londra (+8,26%).

Piazza Affari vola Rimbalza Piazza Affari dopo una delle settimane più nere della sua storia e, grazie ai piani anti-crisi messi a punto nel fine settimana, chiude con un rialzo di circa 11 punti percentuali. Il Mibtel è salito del 10,93% a 17.125 punti, lo S&P/Mib dell’11,49% a 22.642 punti mentre l’All Stars del 7,04% a 9.422 punti. Vale 43,1 miliardi di euro di capitalizzazione recuperata il maxirimbalzo di Piazza Affari. In volata sul paniere principale ancora i bancari con il Banco Popolare che cresce del 15,2% e Bpm del 14,7%. Denaro anche su Fiat (+10%), nel giorno in cui l’ad Sergio Marchionne ha detto che le vendite in Europa per il Lingotto a settembre sono state migliori rispetto all’anno precedente. Bene anche Enel (+12%).

Wall Street corre GLi indici di borsa di New York accelerano sulla scia dei rialzi convinti di tutte le Borse mondiali: poco dopo l’inizio delle contrattazioni il Dow Jones e lo Standard & Poor’s 500 guadagnano il 5%, mentre il Nasdaq segna +4,77%.

Bce dispone liquidità illimitata La Banca Centrale Europea, la Banca d’Inghilterra e la Banca Centrale Svizzera hanno annunciato oggi l’intenzione di procedere ogni mercoledì a un piano di immissione di liquidità illimitata in dollari nel sistema interbancario, della durata di una settimana, per far fronte alle "tensioni elevate" sui mercati. In concreto, l’istituto di Francoforte immetterà nei mercati, a partire da mercoledì 15 ottobre e per la durata di sette giorni, una somma in dollari che dovrà permettere alle banche della zona euro di far tornare i conti. Anche la Banca del Giappone potrebbe adottare lo stesso provvedimento. Parallelamente, la Bce procederà a questo tipo di operazioni su tempi più lunghi, un mese e tre mesi, conformemente a un calendario pubblicato lo scorso 7 ottobre, assieme alle altre banche centrali, tra cui la Federal Reserve. L’istituto di Francoforte proseguirà su questa via "fino a quando sarà necessario": le operazioni in dollari si aggiungeranno a tutte quelle in euro già condotte dalla Banca Centrale Europea in via ordinaria o eccezionale.

Il piano di Berlino Il pacchetto di salvataggio dell’esecutivo federale destinato agli istituti di credito mette a disposizione del sistema bancario un fondo di garanzia fino a 400 miliardi di euro (548,9 miliardi di dollari). Lo si legge nella bozza di legge ottenuta da Reuters. Mirato alla ricapitalizzazione del sistema bancario, il fondo ha scadenza 31 dicembre 2009 ma non può assumersi posizioni a rischio aperte prima di oggi 13 ottobre e concede al ministero delle Finanze la facoltà di intervenire sulla strategia degli istituti di credito. In aganda per le 15 italiane una conferenza stampa in cui la cancelliera Angela Merkel fornirà ulteriori messaggi sulla nuova misura. Questa mattina fonti vicine alla coalizione hanno anticipato la messa a punto del fondo arlando di un controvalore totale di 470 miliardi - 400 miliardi in garanzie e 70 miliardi di ricapitalizzazione.

Il piano di Parigi La Francia è pronta a varare un piano di salvataggio del sistema bancario da almeno 300 miliardi di euro recuperati con una rettifica al bilancio del 2008 che il Parlamento sarà chiamato a votare venerdì. Il consiglio dei ministri si riunirà nel primo pomeriggio per una seduta straordinaria per approvare la creazione di due fondi, uno per rifinanziare le banche, e rilanciare così i prestiti interbancari congelati da mesi, l’altro per partecipare direttamente a fondi privati. In chiusura della seduta, anticipano le fonti, il Presidente Nicolas Sarkozy dovrebbe assicurare che lo stato non consentirà il fallimento di nessuna banca. Lo stato si esporrà per garantire prestiti interbancari fino alla fine del 2009, data limite adottata anche in Germania, fino a 300 miliardi di euro. In garanzia, lo stato accetterà dalle banche crediti giudicati sani, anche se non accettati dalle operazioni di rifinanziamento classiche della banca centrale europea e imporrà loro un tasso per i prestiti. "L’obiettivo è che le banche possano continuare a finanziarie l’economia ma senza dare loro una garanzia totale", spiega uno degli autori del piano che prevede l’istituzione di una nuova autorità la cui prima mossa, già concordata, sarà quella di acquisire il 5,7% del gruppo finanziario franco-belga Dexia.

Il piano di Londra Il governo britannico ha varato un piano di salvataggio del sistema bancario nazionale da 37 miliardi di sterline. Lo stanziamento sarà canalizzato attraverso tre sole banche di cui il tesoro diventerà azionista, la Royal Bank of Scotland, la Halifax Bank of Scotland e LLoyds TSB. La notizia è stata diffusa due ore prima dell’apertura della borsa di Londra. La prima a beneficiare dello stanziamento sarà quindi la Royal Bank of Scotland, con 20 miliardi di sterline che serviranno per aumentare il capitale. Il «ceo», Fred Goodwin, si è dimesso, è stato inoltre reso noto. Il 60 per cento della RBS passerà sotto controllo del governo, che finanzierà anche la Halifax Bank of Scotland, con 11,3 milardi di sterline (acquistando così il 40 per cento del pacchetto azionario) e Lloyds TSB, con 5,5, che sarà fusa con HBOS. La Barclays invece non beneficerà direttamente dello stanziamento del governo, ma raccoglierà 6,5 miliardi di sterline di aumento di capitale dagli azionisti. Condizione del salvataggio imposta dal governo è la cancellazione di tutti i bonus per i dirigenti e l’impegno a limitare i premi in futuro ad azioni.

Il piano di Madrid Il governo spagnolo garantirà i prestiti interbancari fino a un massimo di 100 miliardi entro la fine del 2008,. Lo ha annunciato oggi il premier José Luis Zapatero. Il premier in particolare ha annunciato "l’autorizzazione alla concessione di avalli per le operazioni finanziarie delle banche presenti in Spagna". Fra le operazioni avallate, anche emissioni di "pagherò", di buoni e la possibilità che la misura sia estesa ai depositi interbancari nell’ambito del coordinamento con gli altri paesi dell’eurozona. Il termine per ottenere la garanzia, come stabilito ieri dall’Eurogruppo, sarà il 31 dicembre del 2009. Il debito emesso dal governo avrà una scadenza massima di cinque anni, e sarà concesso a entità con requisiti di solvibilità richiesti dal Banco de Espana, cosa che secondo il governo dovrebbe garantire la mancanza di costi a lungo termine per i contribuenti. Il premier spagnolo ha anche annunciato l'autorizzazione al Tesoro per l’acquisto di titoli di entità che si debbano rifinanziare, in sostanza alla possibilità che lo Stato ricapitalizzi le banche, come sta succedendo, ad esempio, in Gran Bretagna.

I mutui scendono Le misure decise nel fine settimana aiutano la discesa del tasso Euribor a tre mesi che oggi è calato al 5,318% rispetto al 5,381% di venerdì. In ribasso anche la scadenza ad una settimana, che scende al 4,369% e quella ad un mese che segna 5,024%. Il calo del tasso Euribor rappresentanta un segnale positivo di stabilizzazione del mercato finanziario.