Borse Il Canada non vuole più Londra

Il Canada prova a sottrarre il proprio listino azionario all’annunciato matrimonio con la Borsa di Londra. L’obiettivo dell’inglese Lse, che controlla anche l’italiana Piazza Affari, è fondersi con il «Tmx» per dare vita a un grande mercato finanziario mondiale ma questo progetto rischia ora di vacillare sotto i colpi di una forte controffensiva tutta canadese.
Il Toronto Stock Exchange ha infatti ricevuto un’offerta da un gruppo di banche e fondi pensione del Paese nord americano, riuniti per l’occasione nella società veicolo Maple Acquisition. Il consorzio pare disposto a pagare un premio rispetto all’attuale valore borsistico del Tmx (ora superiore del 7,2% rispetto a quanto offerto da Londra). Malgrado Londra abbia confermato l’intenzione di procedere sulla strada della fusione, il matrimonio miliardario tra Lse e Tmx ha già incontrato parecchi ostacoli e sollevato dubbi, anche da parte di alcune grandi banche canadesi. Il ministro delle Finanze dell’Ontario Dwight Duncan ha inoltre accolto con favore la controffensiva e ha aggiunto di avere già incontrato gli offerenti.
Duncan è tra coloro che hanno espresso il timore che la prevista fusione con il London Stock Exchange possa rendere la maggiore Borsa canadese dominata da interessi stranieri.