Le Borse esultano, Milano superstar I titoli del credito guidano il rialzo

La ventata di fiducia arrivata nella notte da Oltreoceano ha soffiato per l’intera giornata su tutte le Borse europee. Wall Street, poi, fin dalla sua apertura ha confermato un’ottima intonazione del mercato: il piano Geithner è ovunque visto come uno strumento positivo per liberare il sistema finanziario mondiale dalle zavorre, rimettendolo nelle condizioni di svolgere la sua funzione principale, quella di finanziare le imprese. Il primo test, in ordine di fuso orario, è venuto dai mercati asiatici, tutti disposti in forte rialzo, e sui quali spiccavano Tokio (più 3,39%) e Hong Kong (più 3,56%). Poi è arrivata l’Europa, fortissima, e infine la Borsa americana, che in un progresso galoppante ha messo a segno uno dei migliori risultati dell’anno: più 6,8% il Dow Jones, più 6,7% il Nasdaq. Nel Vecchio continente intanto gli indici si erano chiusi con più 5,77% a Milano (la migliore), più 2,86% a Londra, più 2,61% a Parigi, più 2,65% a Francoforte, più 3,01% a Zurigo.
Ovunque, nel mondo, sono state proprio le banche a riprendere la corsa già avviata nei giorni scorsi. A Milano la regina incontrastata è stata Unicredit, che si è riportata a 1,4 euro, con un vistoso più 15%. Con lo strappo di ieri, che è stato il maggiore tra i titoli principali, l’istituto guidato da Alessandro Profumo ha quasi raddoppiato il suo valore dal quel minimo di 0,72 euro toccato solo due settimane fa. La seduta di Unicredit è stata in tensione continua e si è chiusa sui massimi. Ma anche gli altri istituti di credito hanno cavalcato il rimbalzo: Intesa Sanpaolo più 9,37%, Ubi Banca più 9,28%, Banco Popolare più 8,43%, Mediobanca più 8,06%, Mps più 7,26%. Pure nelle altre Borse i rialzi sono stati trainati dalle banche: a Londra, Barclays ha registrato un progresso del 12,6%, Hsbc dell’8%; a Francoforte Commerzbank è salita del 9,45%, Deutsche Bank dell’8,5%, Deutsche Postbank del 7,8%; a Parigi Bnp Paribas più 9%, SocGen più 8,7%, Crédit Agricole più 5,6%. A New York a metà seduta titoli come Citi, Bank of America e Goldman Sachs stavano mettendo a segno progressi a due cifre.
Le banche erano state le protagoniste, nel primo scorcio dell’anno, di crolli di violenza inaudita; con la stessa energia ora determinano il rialzo degli indici. Un’osservazione: le percentuali dei progressi si confrontano con cifre assolute relativamente modeste, perché negli ultimi mesi tutti i titoli sono caduti molto in basso. In altre parole, siamo ancora ben lontani dai vecchi valori, il mercato - secondo la maggioranza degli operatori - resta fragile e va considerato con prudenza, in attesa di una ripresa economica della quale non si vedono, per ora, le basi. Due gli appuntamenti fondamentali: il G20 di Londra per capire come saranno le nuove regole dei mercati finanziari, e le trimestrali americane, che cominceranno a essere divulgate in aprile.
Alla pioggia d’acquisti sulle banche, a Milano ha fatto comunque eco il rimbalzo di tutto il listino. Bene gli assicurativi con Generali (più 5,91% a 12,55 euro), Alleanza (più 5,78%) e Fondiaria Sai (più 6,66%); brillante Pirelli (più 13,19%), positivi gli energetici, in recupero Telecom, bene anche Fiat, che ha recuperato il 3,65% riportandosi a quota 4,75 euro. Ieri ha esordito la nuova composizione del S&P Mib, l’indice che misura i 40 titoli a maggior capitalizzazione. Campari ha guidato i rialzi degli esordienti con un più 4,85%, progressi più contenuti per Cir e Ansaldo Sts.