Borse europee ancora in caduta libera Berlusconi avverte: rischio Opa ostili

Tra gli operatori pesano i timori per la
recessione economica innescata dalla crisi finanziaria. I listini del Vecchio Continente crollano nel finale: piazza Affari chiude a -4,95%. Fanno peggio Londra (-7,16%), Parigi (-6,82%) e Francoforte (-6,49%). Male anche Wall Street. <strong><a href="/a.pic1?ID=298317">Il premier italiano: &quot;Mercati teatro di una speculazione&quot;</a></strong>. Bankitalia:<strong> <a href="/a.pic1?ID=298311">&quot;I consumi delle famiglie calano&quot;</a></strong>

Milano - Tutto da rifare. Gli eccessi di ieri da dimenticare. Sono bastate si e no 48 ore per far andare di traverso alla finanza globale i rialzi eccessivi di inizio settimana. E le Borse europee vanno a picco in scia alla pessima seduta di Wall Street. Ad appesantite i listini sono i forti timori di recessione economica che spingono l’indice paneuropeo DjStoxx 600 a chiudere in calo del 6,4%. A piazza Affari l’indice Mibtel ha chiuso in calo del 4,95% a 16.840 punti, lo S&P/Mib ha ceduto il 5,33% a 22.221 punti mentre l’All Stars è scivolato del 2,88% a 9.425 punti.

Europa in profondo rosso Dopo una lunga giornata in affanno le Borse europee crollano sul finale dopo l’apertura negativa di Wall Street: svaniscono così gli effetti benefisci di due sedute in rally tanto da far cambiar cambiamo rotta ai listini duramente appesantiti dai timori di recessione dell’economia mondiale. I venti di una recessione globale, sui timori che la crisi finanziaria avrà dei riflessi negativi sull’economia reale, e le perdite di Wall Street, con il Dow Jones ritornato sotto i 9.000 punti, hanno spinto oggi in rosso i listini del Vecchio Continente. A Milano il Mibtel ha perso il 4,95% a 16.840 punti, l’S&P/Mib il 5,33%. Ancora peggio le altre piazze europee: Parigi -6,82%, Francoforte -6,49%, Londra -7,16%, Madrid -5,06%, Zurigo -5,58%. Già questa mattina, in scia alla chiusura in ribasso di Wall Street, le Borse asiatiche avevano chiuso incerte. I mercati europei avevano iniziato la seduta con ribassi moderati, che si sono aggravati col proseguire della giornata, in particolare dopo il dato relativo alle vendite al dettaglio degli Usa, in calo a settembre dell’1,2%, il maggior ribasso mensile degli ultimi tre anni. La discesa è proseguita poi ulteriormente con l’andamento sempre più negativo di Wall Street. Questa sera (alle 20 in Italia) verrà pubblicato il Beige Book, il rapporto consueto della Fed sullo stato di salute dell’economia americana.

Piazza Affari chiude in rosso Torna la paura sulle Borse che dopo un avvio di settimana all’insegna degli acquisti, hanno vissuto una seduta di passione. A pesare il nuovo scivolone di Wall Street con l’indice Dow Jones tornato sotto i 9mila punti, dopo la flessione dell’1,2% del dato relativo alle vendite al dettaglio di settembre, il peggior calo degli ultimi tre anni. Il Mibtel ha ceduto il 4,95%, scivolando sotto i 17.000 punti a 16.840, l’S&P/Mib il 5,33% a 22.221 punti, l’All Stars il 2,88%. A livello di settori particolarmente colpiti finanziari, tecnologici, minerari, energetici, utilities e industriali. I timori di recessione hanno spinto al ribasso anche il prezzo del greggio, scambiato a New York intorno ai 75 dollari al barile mentre sul fronte valutario l’euro recupero sul dollaro, portandosi in area 1,32. Questa sera invece è atteso il Beige Book della Fed. Fra le blue chip maglia nera per Tenaris (-11,6%), seguita da Stm (-9,3%) penalizzata anche da un report di Merrill Lynch che ha tagliato il rating da buy ad underperform con target a 11,3 euro. In forte calo Enel (-8,9%), Saipem (-6%) ed Eni (-5,8%). Fra i finanziari maglia nera per Unicredit che ha ceduto l’8,1% a 2,485 euro con scambi pari all’1,57% del capitale, seguita da Banco Popolare (-7,8%), Intesa Sanpaolo (-5,4%) e Alleanza (-4,7%). Pesanti Bulgari (-7,4%), L’Espresso (-6%), Mediaset (-5%) e Fiat (-4,8%) tornata sotto gli 8 euro a 7,71 nonostante dati sulle vendite in Europa a settembre migliori del mercato. Torna sotto 0,9 euro Telecom che ha terminato la seduta in calo del 4,1% a 0,863 euro. In controtendenza invece Mondadori (+8,65%) in scia all cessione della divisione stampa Mondadori Printing con un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta pari a 123 milioni di euro. Proseguono gli acquisti su Seat (+6%), nonstante ieri i fondi che detengono la maggioranza del gruppo abbiano smentito rumors di un riassetto del gruppo. Bene la difensiva Snam (+1,8%), Parmalat (+1,5%), Mediolanum (+0,92%) e Autogrill (+0,2%). Sul completo a picco gli immobiliari Aedes (-17,5%) e Risanamento (-14%) e Uni Land (-10,3%), seguiti da Buzzi Unicem (-11,6%). In deciso controtendenza Safilo (+12,3%) e Dè Longhi (+3,8%).

Giù anche Wall Street Poco più di un’ora dopo l’apertura delle contrattazioni sulla piazza di New York non si ferma il calo dei listini di Wall Street che vedono il Dow Jones tornare scendere a quota 8.961,89 punti, in calo del 3,60%, pari ad una perdita di 349,10 punti. In forte ribasso anche Nasdaq e S&P che perdono rispettivamente il 3,08% ed il 4,52%.

L'Asia depressa Nelle prime ore di contrattazioni odierne, però, e per quasi tutta la giornata, sulla scia del ridimensionamento serale a Wall Street ovunque prevaleva il segno meno: tra gli investitori hanno ripreso il sopravvento le preoccupazioni per la crisi finanziaria globale e la paura che l’emergenza sia soltanto un preannuncio della recessione generalizzata. A differenza di Tokyo, dove ha regnato la volatilità con gli indici che alla fine hanno chiuso in rialzo dell’1 per cento, i principali indici dei mercati del "Far East" hanno chiuso tutti con il segno meno (indice Msci Asia Pacifico -1%), lasciando così intravedere un avvio di seduta debole anche per i mercati europei. Ecco gli indici dei titoli guida delle principali Borse dell’Asia: Tokyo +1,06%, Hong Kong -2,92%, Shanghai -1,81%, Taiwan -0,86%, Seul -2%, Sydney -0,81%, Bombay -3,81%, Singapore -1,93%, Kuala Lumpur -1,71%, Bangkok -0,22%, Giakarta -0,22%.