Le Borse europee perdono 154 miliardi Affondano le banche

Mercati europei travolti dalle vendite sul settore bancario e
assicurativo. A pesare sono i timori di possibili nazionalizzazioni. Gli indici hanno registrato
cali oltre il 4%. Piazza Affari chiude a -4,22%. Ue: <strong><a href="/a.pic1?ID=330454">sì ai Tremonti bond</a><a href="/a.pic1?ID=330343"></a></strong>

Milano - Il crollo delle Borse europee e mondiali non si ferma: nell’ennesimo venerdì nero, nel quale sono stati bruciati 154 miliardi di euro di capitalizzazione, i listini continentali sono scesi ai minimi degli ultimi sei anni. L’indice Dow Jones Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sul Vecchio Continente, ha infatti perso il 3,52%, tornando sui livelli della primavera del 2003.

Una settimana di scivoloni Quella che si è chiusa con una giornata contraddistinta da vendite da panico è stata una settimana di scivoloni simili a quelli dello scorso novembre, uno dei periodi più neri per le piazze di ogni parte del mondo, con Milano che si è mostrata particolarmente debole e ha ceduto con l’indice S&P quasi il 6%. Ribassi di oltre quattro punti per Parigi e Francoforte, di oltre tre per Londra, Amsterdam, Madrid e Stoccolma.

Borse europee Tra i listini europei principali, si è tenuto sotto questa soglia solo quello di Zurigo, che comunque ha chiuso in perdita di oltre due punti e mezzo. Solo leggermente più contenuto il pessimismo degli operatori statunitensi: nella prima metà di seduta, il Dow Jones ha ceduto due punti e mezzo, mentre il Nasdaq circa un punto e mezzo. Le prime avvisaglie dell’ennesimo venerdì nero sono arrivate dalle Borse asiatiche, con Tokyo che ha ceduto quasi due punti anche a causa di alcuni titoli industriali, come Bridgestone, in chiaro affanno.

Nazionalizzazione banche Ma sono state le voci di una possibile nazionalizzazione di colossi del credito statunitensi a far partire la girandola delle vendite sulle banche, le assicurazioni e i titoli europei dei servizi finanziari. Bank of America ha detto di «non vedere motivo per una nazionalizzazione» e Citigroup non avrebbe discusso con il governo di Washington l’ipotesi di essere nazionalizzata, ribadendo che il proprio capitale è solido. Ma ormai nelle Borse europee tutti alleggerivano i portafogli, anche per il timore di un weekend che potrebbe portare annunci inattesi. Gli operatori affermano di non volersi tenere in tasca titoli ritenuti a rischio durante il fine settimana e hanno venduto in massa, ancora una volta.

Tonfo di banche e assicurazioni Il risultato è stato che l’indice Dow Jones dei titoli assicurativi europei è crollato in un giorno di oltre il 6%, con Axa scesa del 18,41%, Ing il 12,39%, Allianz l’8,98%. Pesanti anche gli italiani Alleanza (-8,96%), Unipol (-7,21%) e Generali (-6,26%). Simile la chiusura dell’indice Dow Jones stoxx dei titoli bancari ed è stato il comparto del credito, con i suoi ingenti volumi, a trascinare al ribasso la generalità dei listini. Oltre allo scivolone di oltre il 15% di Intesa SanPaolo, spiccano i cali di Ubs (-14,06%) per l’azione legale dell’amministrazione Usa contro l’evasione fiscale dei clienti del gruppo, Deutsche bank (-9,58%), Credit Agricole (-9,23%) e Commerzbank (-8,55%).

In crisi auto e costruzioni In difficoltà inoltre il settore delle costruzioni e dell’automobile: in quest’ultimo comparto Porsche ha perso il 7,90%, Daimler il 6,79%, Peugeot il 5,76% e Renault il 5,74%. Tra i titoli principali del settore auto il calo minore è stato accusato da Bmw, che ha pur lasciato sul terreno il 3,14% del suo valore. Fiat, scesa del 3,65%, non ha potuto beneficiare della notizia dell’avvio di una linea di credito da un miliardo, uscita a mercati chiusi.

Reggono le telecomunicazioni L’unico comparto che ha cercato di limitare le perdite è stato quello delle telecomunicazioni (-1,07% l’indice Dj di settore), nel quale le perdite più rilevanti sono state accusate da Telecom Italia (-3,02%), Deutsche Telecom (-1,52%) e Telefonica (-1,44%). In controtendenza del 3,44% Mobistar dopo la conferma dell’ingresso nel capitale di Goldman Sachs, mentre France Telecom, in positivo per quasi tutta la seduta, ha registrato la limatura finale dello 0,60%.

Le principali piazze Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali Borse mondiali: Londra -3,22%, Parigi -4,25%, Francoforte -4,76%, Madrid -3,46%, Milano -5,88%, Amsterdam -3,59%, Stoccolma -3,97%, Zurigo -2,79%, Tokyo -1,87%.