Borse europee in vivace ripresa Affondano i mercati asiatici

Borse europee in rialzo sulla
scia del buon andamento dei titoli difensivi, mentre i bancari
cedono. Crollano i mercati asiatici: forti timori di
recessione. In Usa costo del lavoro ai massimi dal 2000

Milano - Borse europee in rialzo dopo l’apertura in rialzo di Wall Street, spinta dal dato relativo alla produttività Usa del quarto trimestre, migliore delle stime. I listini europei rimbalzano, nonostante ieri Wall Street abbia ceduto intorno al 3% e stamattina Tokyo ed Hong Kong abbiano lasciato sul terreno quasi il 5%, a dimostrazione che i timori di recessione sono ancora ben presenti.

Europa in affanno Dopo una prima partenza in ribasso sulla scia di una recessione negli Stati Uniti, le principali piazze europee virano al rialzo. Trascinata dai telefonici (bene Tiscali, Fastweb e Telecom) piazza Affari si muove in rialzo: il Mibtel guadagna lo 0,5% e l'S&P/Mib lo 0,6%. Solo ieri i listini del Vecchio Continente avevano bruciato 240 miliardi di capitalizzazione dopo la contrazione dell’indice Usa Ism servizi sotto la soglia dei 50 punti, in piena zona recessione. "Per ora è un mercato asimmetrico, che sta andando alla caccia di cattive notizie - osserva un broker - la probabilità che gli Usa entrino in una fase di recessione nel primo trimestre è data al 50% e il rialzo del dollaro dimostra che gli investitori si attendono un calo del tassi da parte della Bce in maniera più veloce del previsto".

I mercati asiatici affondano Le borse asiatiche hanno chiuso in pesante caduta. Ancora una volta a ruota sul forte ribasso di Wall Street che ieri è stato generato da dati negativi e peggiori delle attese sull’andamento del settore dei sevizi. Cifre che hanno immediatamente riportato alla ribalta la minacciosa prospettiva di una recessione economica degli Stati Uniti, che ormai molti osservatori ritengono già in atto, una situazione particolarmente negativa per l’Asia e per le sue economie votate all’export. A Tokyo il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno il 4,7%, a 13.099 punti; a Honk Kong l’indice Hang Seng è crollato del 5,4% a 23.469,46 punti. Più contenuto il calo della cinese Shanghai, che ha ceduto l’1,55%.

Crollo del terziario L’Instutute for Supply Management ha riferito che l’indice sull’attività economica nel terziario a gennaio è caduto a quota 41,9 punti, dai 54,4 del mese precedente e ben sotto la media delle attese degli analisti. Quando si attesta sotto i 50 punti, l’indice Ism segna una contrazione dell’attività economica. Sempre ieri sono giunti dati negativi anche per Eurolandia: l’indice dei direttori di acquisto (Pmi) per il mese di gennaio è stato consistentemente rivisto al ribasso, a 51,8 punti dai 53,3 di dicembre e sotto la stima preliminare di 52,7. Ora è ai minimi da oltre tre anni. Già sotto pressione dalla scorsa estate per l’ondata di insolvenze sui mutui ad alto rischio negli Usa - che son stati cartolarizzati e sparpagliati sul mercato dalle banche emittenti - il settore finanziario ha accusato un nuovo pesante contraccolpo per lo scandalo a Societe Generale. La banca francese ha riferito perdite per quasi 5 miliardi di euro, imputandole interamente a transazioni illegali compiute da un suo trader, Jerome Kerviel. Proprio ieri Kerviel ha dato per la prima volta la sua versione dei fatti alla stampa, e lo ha fatto per avvertire che non intende «fare da capro espiatorio a Societe Generale».

Bce e tassi europei Per domani è attesa la decisione del Consiglio direttivo della Bce sui tassi di interesse, non si prevedono variazioni sul costo del danaro fermo da mesi al 4%. Ma sale l’attesa sul fatto che l’istituzione, nonostante i perduranti rischi inflazionistici, dovrà riconoscere un peggioramento delle prospettive di crescita economica anche per l’area dell’euro, spianando la strata a futuri possibili riduzioni dei tassi, comunque non attese prima del secondo semestre.

In america costo del lavoro ai massimi È risultata ai massimi dal 2000 la crescita dei costi unitari del lavoro nell’intero 2007 negli Usa, con un tasso annuo in aumento del 3,1% (ad esclusione del settore agricolo). Nel 2006 l’incremento fu pari al 2,9%. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro, rendendo noti i dati per il quarto trimestre dello scorso anno. Per quanto riguarda, poi, la produttività dei lavoratori (sempre agricoltura esclusa), si è registrato nell’intero 2007 un aumento dell’1,6% rispetto all'1% dell’anno precedente.