Le Borse europee in volata: piazza Affari +4% Recuperati oltre 250 miliardi di capitalizzazione

Le borse europee chiudono in forte
rialzo sulla scia dello stop di Italia, Francia, Spagna e
Belgio alle vendite allo scoperto.
Tornano gli acquisti sul settore bancario, colpito nei
giorni scorsi da un’ondata di vendite che avevano abbattuto gli
indici. Chiusura positiva per Piazza
Affari: rialzo del 4%

Milano - Duecentocinquantadue miliardi. Questa la capitalizzazione recuperata oggi dalle principali borse europee, mentre Piazza Affari ha recuperato 14,21 miliardi. Le borse europee chiudono in forte rialzo sulla scia dello stop di Italia, Francia, Spagna e Belgio alle vendite allo scoperto. Tornano gli acquisti sul settore bancario, colpito nei giorni scorsi da un’ondata di vendite che avevano abbattuto gli indici. A Parigi, dove il Cac 40 guadagna il 4,02% a 3.213,88 punti, Bnp Paribas segna +3,28%, SocGen il 3,80% e Credit Agricole l’1,66%, rialzi consistenti ma non tra i maggiori del listino. Il Dax di Francoforte cresce del 3,45% a 5.997,74 punti, L’Ftse 100 di Londra avanza del 3,04% a 5.320,03 punti, l’Ftse Mib di Milano si issa del 4% a 15.888,61 punti, l’Ibex di Madrid sale del 4,82% a 8.647,3 punti.

Le Borse tornano a salire Le Borse di Europa e Stati Uniti continuano a recuperare anche nell’ultima seduta settimanale, cercando di cancellare le più recenti ondate di perdite, scatenata dopo il clamoroso declassamento di rating degli Stati Uniti d’America. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso al più 4 per cento, Parigi ha chiuso al più 4,02 per cento, Londra più 3,04 per cento, Francoforte più 3,45 per cento. Ma le risalite degli indici non devono trarre in inganno, perché è un lascito molto pesante quello delle ultime settimane e mesi di altissima tensione. Rispetto a sei mesi fa il Ftse-Mib ha comunque accumulato un ribasso complessivo del 30 per cento circa. Indicativo è stato invece il dato di oggi sul clima di fiducia dei consumatori americani: ad agosto, secondo l’indagine dell’università del Michigan, è piombato ai minimi da 30 anni. Ma dopo una breve battuta d’arresto, seppure attenuati gli acquisti sono ripartiti anche a Wall Street, dove a metà seduta il Dow Jones segna un più 1,34 per cento, il Nasdaq un più 0,86 per cento. I precedenti capitomboli hanno creato opportunità di acquisto che finiscono per attrarre gli investitori, ma in un clima di fondo che resta all’insegna della elevata volatilità e della diffidenza. Dietro l’angolo può sempre nascondersi una brusca inversione di rotta, e si procede tenendo costantemente una mano "sulla leva del seggiolino eiettabile". Intanto, dopo gli interventi calmieranti delle Banche centrali dalle due sponde dell’Atlantico - negli Usa la Fed ha annunciato il congelamento per due anni dei tassi di interesse quasi a zero, nell’area euro la Bce combatte la crisi debitoria urla ai governi di risanare i conti e intanto comprando titoli di Stato - gli ultimissimi sviluppi consistono in provvedimenti delle autorità con connotati repressivi: se in Europa quattro paesi, tra cui l’Italia, hanno deciso una messa al bando coordinata sulle vendite allo scoperto, negli Usa è partita una indagine per sospetto insider trading su S&P, proprio sul declassamento della prima economia globale.

Stop vendite alle scoperto La Consob ha deliberato oggi lo stop alle vendite allo scoperto. La Commissione, come si legge in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito, ha deciso "il divieto di assumere posizioni nette corte ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti, anche intraday, in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario". Il divieto si applica a chiunque, persone fisiche o giuridiche e altri soggetti, sia italiani sia esteri. Le disposizioni sono scattate da stamattina, dall’apertura della borsa, e resteranno in vigore per quindici giorni. Nella delibera si spiega che la misura viene adottata per "la straordinarietà delle condizioni di mercato rilevate nelle sedute del mese di agosto 2011, caratterizzate da un rilevante incremento della volatilità". I titoli per cui la Consob ha bloccato le vendite allo scoperto sono 29 del settore finanziario. Si tratta di banche e assicurazioni italiane quotate a Piazza Affari, oltre a società attive nel settore del risparmio gestito.