Borse giù. Europa: in fumo 304 miliardi

La crisi del mercato dei mutui subprime influenza ancora i mercati. Wall Street chiude e riapre in perdita. Da Tokyo a Seul: difficoltà in Asia. Giornata no anche per le piazze europee. La Fed immette per 17 miliardi di dollari. Visco: "Rischi seri"

Tokyo - Seduta difficile per le borse di Asia e Pacifico, che hanno registrato un nuovo scivolone a seguito degli ultimi sviluppi della crisi dei mutui subprime. E anche la Borsa Usa aveva chiuso con segno negativo la sua seduta : con il Dow Jones che paga l'1,29%, mentre il Nasdaq resta negativo di 1,69 punti percentuali. Ad accentuare il tracollo dei listini, con Seul (-7%), Tokyo (-1,99%), Hong Kong (-3,7%) e Shanghai (-2%) fortemente penalizzate, ha influito pure il calo delle quotazioni del greggio e dei metalli, che hanno frenato il comparto dell’energia e delle materie prime. Ora c'è preoccupazione per l'apertura delle piazze europee.

Europa in forte calo Non si attenua la morsa della crisi dei mutui subprime sui listini europei, che scivolano mediamente dell’1,9%, come indica lo Stoxx 50 dei titoli a maggior capitalizzazione, dopo la seduta pesante delle borse di Asia e Pacifico, all’indomani dell’ennesimo scivolone di Wall Street. In particolare Londra perde il 2,26%, Francoforte il 2% e altrettanto fa Stoccolma, mentre Parigi riduce il calo all’1,8%. Le maggiori difficoltà si riscontrano tra i titoli bancari, ma i listini scontano però anche il calo delle quotazioni del greggio. La giornata no delle Borse fa perdere altri 304,88 miliardi di capitalizzazione alle piazze europee. L’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha infatti perso il 3,56%. A Piazza Affari, il mibtel è scivolato del 3,45% a 29542 punti, lasciando pertanto sul terreno 25,95 miliardi di euro. L’S&P/Mib ha chiuso a -4,10%, Londra a -3,75%, Parigi -3,26% e Francoforte -2,36%.

Wall Street sempre giù Avvio in calo per le Borse Usa, dopo la chiusura pessima. Dow Jones -0,60%, Nasdaq -0,73% a pochi minuti dall’avvio. E immediatamente la Federal Reserve ha cercato di aria al mercato immettendo un'extra liquidità per cinque miliardi di dollari. Pochi minuti dopo, la Fed ha aggiunto al sistema finanziario riserve attraverso una operazione di "repo", per 12 miliardi di dollari. È quanto riporta il canale televisivo Cnbc.

Visco: "Rischi seri" "I rischi sono molto seri anche se sul futuro della crisi non sono né pessimista né ottimista. Dico solo che bisogna stare molto attenti e vigilare". Lo ha dichiarato il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, interpellato sulla crisi dei mutui subprime che anche oggi si è abbattuta pesantemente sui mercati, affossando le Borse asiatiche ed europee. "Incrociamo le dita e auguriamoci che non ci siano contagi - ha proseguito Visco -. Speriamo che la crisi passi, tutti sperano in meglio. Il fatto è che oggi con la globalizzazione dei mercati è più difficile gestire queste situazioni rispetto al passato". Secondo il viceministro dell’Economia "questa crisi è figlia della bolla Internet di qualche anno fa. Dopo quella crisi infatti i capitali si sono diretti verso il mercato immobiliare che in questi anni è cresciuto moltissimo. L’incremento di finanziamenti sul settore ha creato quest’altra bolla che come era prevedibile ora si è incrinata". D’altra parte, ha sottolineato il viceministro, "la globalizzazione finanziaria ha provocato in maniera quasi ciclica ogni 2-3 anni crisi di questo genere. Il problema è controllare l’instabilità del sistema: dalla conferenza di Bretton Woods siamo passati a regimi sempre più esposti". Visco ha spiegato che "effettivamente esiste un problema di controllo della finanza globale: qui l’alternativa è tra la sicurezza dei mercati finanziari e l’arricchimento di alcuni manager che gestiscono questi prodotti che possono finire nel portafoglio di qualunque cittadino. È chiaro che le banche oggi vendono pacchetti che possono riservare dei rischi". E sull’invito del presidente francese Nicolas Sarkozy al cancelliere tedesco Angela Merkel per una maggiore vigilanza, Visco ha concluso: "Sono d’accordo. Certo Sarkozy è particolarmente preoccupato perché ha una banca coinvolta, noi per fortuna no".