Borse italiane, l’Antitrust apre un’indagine

L’ipotesi dell’Autorità è quella di possibili restrizioni della concorrenza

da Milano

L’Antitrust ha deciso di aprire un'indagine conoscitiva sui mercati finanziari italiani e in particolare sui servizi di negoziazione e sul cosiddetto post trading. A comunicarlo è stata ieri l'Authority. Una nota precisa che l'indagine, visto «il numero esiguo di operatori attivi» ha come obiettivo quello di «verificare l'eventuale esistenza di ingiustificati ostacoli all'ingresso di nuovi operatori ed allo sviluppo di attività innovative in grado di aumentare la concorrenza». Nel settore operano Borsa Italiana (sulla cui piattaforma si scambiano azioni, titoli derivati, obbligazioni e titoli di stato al dettaglio) e Mts, che si occupa di titoli di stato all'ingrosso. Proprio questa società, di recente passata di mano e approdata a una joint venture che ha come soci Borsa Italiana ed Euronext, era stata di recente oggetto di alcune polemiche: un gruppo finanziario americano l’aveva accusato di impedire l’ingresso di nuovi concorrenti. «Anche il comparto del post-trading - spiega l'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato - è caratterizzato da un numero ristrettissimo di operatori: per la fase di clearing (quella di regolamento degli scambi; ndr) è possibile servirsi solo di Cassa di Compensazione e Garanzia relativamente ai titoli quotati sui mercati gestiti da Borsa Italiana mentre per i titoli negoziati su Mts opera anche Clearnet (gruppo Euronext). Per la fase di custodia e di settlement (la definizione delle reciproche posizioni di debito e credito con la conclusione della compravendita ndr) è possibile utilizzare solo Monte Titoli. Borsa Italiana controlla inoltre le strutture di post-trading nazionali, ovvero Cassa di Compensazione e Garanzia e Monte Titoli».
L'istruttoria «si inserisce nella riflessione, sviluppatasi a livello comunitario, sull'opportunità ed i modi con cui aprire alla concorrenza attività storicamente svolte da monopolisti nazionali», anche alla luce della recente direttiva europea, dice l’Autorità che ha, fra l'altro, l'obiettivo di promuovere la competizione fra i diversi sistemi di negoziazione.
Nell'indagine, prosegue l’Autorità, andrà anche «chiarito se l'eventuale mantenimento di un elevato potere di mercato, da parte di alcuni operatori, in determinate attività di filiera, possa indurre l'applicazione di prezzi eccessivi a danno di utenti finali». Alla base dell'iniziativa dell'Autorità ci sono «le caratteristiche dei settori interessati, che vedono un numero esiguo di operatori attivi e la presenza di una filiera verticalmente integrata».