"Borse, ora non resta che risalire"

di Emilio Tomasini*

Il mio amico è deciso: “devi andargli a parlare, se non ci vai succedono cose brutte”. Va bene, andrò. Ma onestamente non so cosa dire: la famiglia aveva risparmi liquidi per 2 milioni di euro, bellissima casa nella riviera romagnola, a Cortina d’Ampezzo e nella prima periferia della città, i tre figli sono quasi miei coetanei e sono tutti celibi con ottimi impieghi. La madre non so se abbia mai lavorato, il padre aveva quote in aziende meccaniche quando te le regalavano negli anni ’60 e ha fatto fortuna anche se onestamente di meccanica ne deve capire poco. La situazione è con questo crack è drammatica: i 2 milioni di euro di risparmi accumulati in una vita hanno perso il 70% del valore nel giro di un anno, il private banker di una banca emiliana è riuscito a fare peggio di qualsiasi indice inanellando una Lehman dopo una Morgan Stanley UBS e Goldman. Non ho mai visto un tale coacervo di incoscienza e debbo dire anche di sfortuna. I due genitori hanno circa 60 - 65 anni e sebbene penso ci sia una pensione in casa dovranno presumibilmente ridimensionare il tenore di vita e forse vendere una casa al mare o in montagna nel caso i tre figli dovessero convolare a nozze e doversi comprare un appartamento. Nel giro di un anno una famiglia tra le più in vista della città è scomparsa dall’elenco dei net worth individuals. Se me lo aveste chiesto nel 2007 vi avrei detto che una disgrazia finanziaria di questa portata non sarebbe mai successa. Ed invece eccoci qui. Il Mibtel è crollato a 14.000 agli stessi livelli di come era nel 2003 e nell’ipotesi migliore che siamo sul minimo ci starà ancora per molto, diciamo per un anno almeno. Quando i mercati subiscono questi crolli raramente riparto a razzo, o meglio ripartono a V come dicono gli analisti tecnici. Se guardiamo il grafico mensile del Mibtel notiamo come barre mensili di questa ampiezza sono sempre avvenute in prossimità o dei massimi o dei minimi. E quindi ci dovremmo essere di nuovo, questa volta su un minimo perché a rigor di logica un massimo questo non può essere. Quello che guida gli investimenti dei big dogs della finanza in queste situazioni è la considerazione che praticamente le obbligazioni oggi come oggi in Borsa hanno rendimenti che sono propri di una azione. Storicamente infatti negli USA le azioni guadagnano un rendimento medio annuo composto del 9-11% a seconda della statistica che consultate e dei periodi e dei metodi di calcolo. Oggi in Borsa, basta guardare ad esempio le convertibili o molte delle obbligazioni bancarie quotate al MOT, rendono esattamente questa cifra con scadenze a 4 o 5 anni. Il mondo si è capovolto, le obbligazioni rendono come le azioni e le azioni che invece dovrebbero rendere più delle obbligazioni hanno perso il 70% del valore. Il rialzo di 2 giorni or sono di Wall Street di un +10% e dei rialzi successivi delle borse europee è dovuto sicuramente alle notizie di abbassamento dei tassi di interesse ma anche dal bargain hunting, ovvero dalle occasioni a livello azionario. Abbassamento dei tassi, dicevamo. Già, sono arrivati gli elicotteri americani, europei, giapponesi: e spararono missili potentissimi caricati con tonnellate di biglietti di carta. E la montagna di carta in arrivo sta spingendo Wall Street ad uscire dalla congestione in cui è stretta da molte settimane. Potremmo dire che è per merito del supportone sul Mibtel a quota 14000, ma la verità è che ormai ci stiamo giocando il tutto per tutto. E se anche il Giappone che ben conosce come anche la politica monetaria in determinate situazioni possa essere spuntata (per un decennio i tassi di interesse sono stati a zero ma l’economia languiva) ora tutte le banche centrali sparano le ultime cartucce. E le spara anche quella BCE che severo medico legale deve avere ormai constatato lo stato pre-agonico della nostra economia continentale. Siccome le borse precedono l’economia di 5 mesi diciamo che se arriva la recessione ecco che le azioni iniziano a scontare la ripresa. E se partiamo da questo assunto forse è fatta: il minimo lo abbiamo visto proprio in questa settimana.

*Emilio Tomasini
Direttore responsabile www.Emiliotomasini.com