«Le Borse possono ancora correre»

È il risultato di un sondaggio di Radiocor che ha coinvolto 54 esperti. Margini di salita anche per Wall Street

da Milano

I listini europei nel 2007 hanno ancora significativi spazi di crescita. È l’opinione del 70,4% dei 54 esperti che hanno aderito al sondaggio organizzato ieri dall’agenzia Radiocor. A fare da traino sarà ancora una volta Wall Street (attesa in crescita dal 68,5% del panel) ma le previsioni sono positive anche per Tokyo mentre, tra i mercati emergenti, Messico e Brasile sono considerate le sorprese.
Due Paesi verso cui si inizia a guardare alla ricerca di investimenti redditizi, anche se i più gettonati, tra i fondi specializzati, resteranno quelli che puntano sulle azioni cinesi e indiane. Il clima di ottimismo, comunque, è diffuso: malgrado rialzi medi già incassati rispettivamente del 17 e del 15%, si continua infatti a scommettere su Europa e Stati Uniti.
Cui si agggiunge però l’opportunità di investire fuori delle piazze tradizionali. «Il Dow jones ha raggiunto i valori massimi, ma gli altri listini ancora no» commenta l’ad di Meliorbanca Sgr Giuliano Cesareo secondo cui, guardando ai fondamentali, «buona parte dei titoli ha spazio per aumentare ancora». Resta tuttavia l’incognita del super-euro come potenziale freno alla corsa delle aziende europee. «Il rafforzamento della moneta unica, la politica restrittiva della Bce, l’aumento della pressione fiscale in Germania e in Italia alimenteranno qualche timore tra gli investitori», ricorda Johaadien Hassan, strategist di Morley fund management. Per il 70% del panel, le Borse europee dovrebbero proseguire il trend di crescita con il nuovo anno mentre sono in pochi a credere in una frenata. Malgrado i recenti dubbi sull’economia Usa, gli esperti rimangono ottimisti anche su Wall Street: «Il rallentamento degli Usa non sarà una caduta a picco ma un atterraggio morbido», sintetizza Nicolò Nunziata di Jc&Associati, mentre il 68% degli intervistati prevede un’ulteriore espansione di New York. «Nonostante l’incremento del reddito pro-capite e l’ulteriore calo del tasso di disoccupazione, il rallentamento del mercato immobiliare frena la fiducia dei consumatori americani», aggiunge Luca Brambilla di American Express Bank anche se l’effetto negativo è «attenuato da una crescita sana delle imprese e dalla vitalità dei loro investimenti».
Moderata fiducia anche su Tokyo, la maglia nera del 2006: il 57% degli esperti è pronto a puntare sulle azioni giapponesi, ma sono in molti a ribadirne i fattori di debolezza. «Il boom di India e Cina ha oscurato le potenzialità del Giappone - è l’analisi di Mario Spreafico, direttore investimenti di Citigroup Italia - ma il 2007 dovrebbe essere un anno più favorevole».
Di parere opposto Carlo Gentili, ad di Nextam partners: «Una scommessa al buio in un clima decennale sfavorevole. Se su altre piazze l’ambiente è promettente, perché tentare il colpo alla cieca?».