Borse, seduta nera: bruciati 140 miliardi

Chiudono ancora in rosso le borse
europee, Piazza Affari perde il 2,28 per cento e i mercati europei bruciano 140 miliardi di euro. Crolli anche in Asia. Tokyo ha perso quasi tre punti, Hong Kong e Giakarta hanno fatto peggio. Il peggior calo settimanale dell'ultimo anno.

Milano - Altra giornata di passione per le borse europee. Dopo i 170 miliardi di euro bruciati ieri, oggi, secondo l’indice Dow Jones Stoxx 600, i listini del Vecchio Continente mandano in fumo altri 140 miliardi di euro di capitalizzazione. Lo stesso indice mostra anche una perdita media del 2,2% per i principali listini europei.

Piazza Affari Termina la seduta in deciso ribasso, in linea con l’andamento di tutte le borse del vecchio continente e con quello di Wall Street. A pesare sui listini i dati sulla disoccupazione negli Usa, che ad agosto ha raggiunto i massimi da cinque anni, e il forte calo dei titoli tecnologici dopo il warning lanciato da Nokia. Il Mibtel ha chiuso in calo del 2,28%, l’S&P/Mib del 2,36% e l’All Stars l’1,38%.

Vecchio Continente
Parigi ha ceduto il 2,49%, lLondra il 2,26% e Francoforte il 2,42%. A mettere di malumore le piazze finanziarie già dalla mattinata sono stati il taglio alle stime Bce sulla crescita 2008 dell’eurozona, la stretta di Francoforte sulle condizioni dei prestiti alle banche e l’euro ai minimi dell’ultimo anno sul dollaro. Nel primo pomeriggio le borse hanno poi ampliato le perdite, cresciute ancora di più sul finale di seduta, sulla scia di tre fattori: il tasso di disoccupazione negli stati uniti balzato al 6,1% in agosto dal 5,7% del mese precedente (contro attese a +5,8%), l’andamento decisamente negativo di Wall Street e lo scivolone del comparto tecnologico (-4,96%) in Europa.

Ribassi
L’onda lunga dei ribassi è arrivata anche sulle Borse asiatiche, che pagano i crolli dei mercati occidentali e il timore che l’aumento della disoccupazione statunitense sottintenda ancora una lunga crisi economica.

Peggior calo dell'ultimo anno, timore Tsunami finanziario
Tokio ha perso quasi tre punti, Hong Kong e Giakarta hanno fatto peggio, Shanghai è sulla stessa linea, segnando il peggior calo settimanale dei listini dell’area nell’ultimo già pessimo anno. "La paura è quella che stia montando uno "tsunami finanziario"", confessano gli operatori della zona, con la previsione che la correzione al ribasso per il settore delle commodities, molto debole in questi ultimi giorni, possa travolgere il comparto finanziario e "le società sensibili all’andamento dell’economia", quindi di fatto tutte.

Ribassi consistenti
L’unica speranza per i mercati è che lo scivolone delle Borse asiatiche è avvenuto alla loro apertura, recependo quindi i ribassi di quelle occidentali e di Wall Street in particolare, mantenendo poi un andamento abbastanza costante nelle successive ore di contrattazione. Forse quindi non c’è panico, ma i ribassi sono stati comunque consistenti e generalizzati nei diversi comparti. A Tokio, ad esempio, Sumco ha perso l’11,26%, Mazda il 6,89%, Fuji il 5,75%.

Sharp e Bridgestone si sono salvati Gli unici titoli di società di peso che si sono salvati sulla Borsa nipponica sono stati quelli di Sharp e Bridgestone, che hanno guadagnato poche frazioni: rispettivamente lo 0,08% e 0,05%. Sull’importante mercato azionario di Sidney è proseguito il crollo dei titoli delle società delle materie prime, ma le vendite si sono diffuse anche a gruppi finanziari come Premier investment (-6,07%) o farmaceutici come Sigma, che ha perso il 5,61%.