Borse senza pace, la Fed chiede più poteri

L’assemblea straordinaria degli azionisti di Ipi ha bocciato la proposta di aumento di capitale fino a 200 milioni di euro avanzata dal cda, dopo aver respinto la proposta alternativa di cessione del Lingotto e quella di revocare gli incarichi al presidente e ad Franco Tatò, entrambe caldeggiate dal gruppo Coppola. Il progetto di ricapitalizzazione prevedeva l’emissione di circa 61 milioni di titoli ordinari al prezzo di 3,25 euro per azione ed era stato pensato per far fronte alle esigenze finanziarie del gruppo. I voti favorevoli all’aumento sono stati pari soltanto a 3,4 milioni di azioni, mentre i contrari hanno superato i 30 milioni; 4,4 milioni gli astenuti.
I grandi azionisti, cioè il gruppo Coppola e la Banca Intermobiliare, hanno così trovato una convergenza nel bocciare la ricapitalizzazione dopo essersi sempre trovati, nelle precedenti votazioni, su fronti opposti.
Diverse però le motivazioni: i rappresentanti del gruppo Coppola hanno spiegato in assemblea che il prezzo proposto per le nuove azioni dell’aumento è troppo basso. Secondo quanto ha spiegato una fonte del cda al termine dell’assemblea, Banca Intermobiliare avrebbe invece bocciato l’aumento perchè ritiene troppo alto il prezzo proposto vista la difficile situazione in cui si trova la società.
«Noi comunque andiamo avanti», ha detto il presidente Franco Tatò al termine dell’assemblea.