Borse di studio promesse e mai pagate

La storia si ripete. Centinaia di studenti si aggiudicano una delle borse di studio messe a disposizione dalla Regione, ma a distanza di mesi aspettano ancora l'assegno che era stato loro promesso. Per molti è un film già visto. E si moltiplicano le telefonate di protesta ai centralini dell'azienda regionale per i servizi scolastici e universitari (Arssu) che dovrebbe erogare gli assegni in base alle graduatorie stilate dalla Provincia. Così Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, che a giugno aveva presentato insieme ai consiglieri Alessio Saso (An) e Francesco Bruzzone (Lega Nord) un'interpellanza urgente per sollecitare l'erogazione dei contributi scolastici relativi all'anno 2005/2006, adesso va oltre: «Mi chiedo se non sia il caso di rivedere il meccanismo con cui vengono assegnate le borse di studio. Non è possibile che ogni volta studenti meritevoli debbano attendere dei mesi per ricevere l'assegno cui avrebbero diritto».
Plinio rifila poi una stoccata all'assessore regionale con delega all'istruzione Massimiliano Costa, «partito l'altro giorno per Cuba, mentre molti studenti stanno aspettando i contributi promessi dalla Regione». C.D. è una di questi. Iscritta al primo anno di Giurisprudenza, da cinque mesi insieme al fratello che si ritrova nella stessa condizione martella gli uffici di via Balbi: «All'inizio ci è stato detto che prima di erogare le borse di studio dovevano ricevere i dati di tutti gli studenti che avevano fatto l'esame di maturità». Da settembre si è passati a ottobre e da ottobre si è arrivati a novembre. Il 17 dicembre pareva il giorno della svolta. Una lettera firmata dal direttore generale dell'Arssu informa la ragazza che «le è stata erogata la borsa di studio per adulti per il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado anno 2006/2007». L'importo assegnato è di 1000 euro. Tutto bene, quindi? «Veramente né io né mio fratello abbiamo ancora visto nulla», dice la studentessa. Inutili le richieste di spiegazioni all'azienda regionale: «Mi hanno assicurato che i soldi sarebbero arrivati entro i primi di gennaio. Invece...». La ragazza nel frattempo si è iscritta a Giurisprudenza senza poter contare sulla somma della borsa di studio.